Adriatica Ionica L’ultima volata esalta i giovani

Sono giovani. Magari poco conosciuti fuori dai circoli di chi mangia pane e clciclismo a colazione, pranzo e cena. Ma i loro sono nomi destinati a diventare celebri, non a caso le grandi squadre li hanno già messi sotto contratto e corrono vestendo maglie importanti. L’Adriatica Ionica Race edizione 2019 si è chiusa ieri pomeriggio con una volatona davanti a piazza Unità dominata alla grande dal colombiano della Deceuninck - Quick Step Alvaro Hodeg, che già si era imposto - sempre in volata - a Grado e che il giorno prima alla prima tappa della corsa a Mestre era sfrecciato secondo sulla linea del traguardo.
Volata doveva essere, nella tappa conclusiva Cormons-Trieste, 103,5 km, della corsa a tappe inventata lo scorso anno da Moreno Argentin, e volata è stata. Dunqiue, nessuna sorpresa nella classifica generale che ha premiato il giovane ucraino Mark Padun (Bahrain Merida), vittoria costruita con la vittoria di tappa a Misurina.
Hodeg (che lo scorso anno su questo stesso traguardo era stato quarto dietro Vioviani, Cavendish e Minali) e Padun. Poi, aggiungiamoci il vincitore di sabato sul Quarin Evenepoel: tre ragazzi (il belga un ragazzino) che sono già certezze nel mondo del ciclismo che corre verso il futuro. Deceuninck - Quick Step (la squadra di Hodeg ed Evenepoel) e Bahrain Merida (il team di Padun e del tedesco Phil Bauhaus vincitore della prima tappa mercoledì a Mestre): due supersquadroni che non a caso si sono divisi le vittorie di tappa (è finita 3-2 per la corazzata belga), due supersquadroni che credono nei loro giovani e hanno lavorato per raggiungere i rispettivi obiettivi.
Lo dimostra anche la cronaca della tappa di ieri, con la fuga di giornata (quattro uomini - Anacona, Badilatti, Nicolau e Willems - ripresi a meno di 20 km dalla fine) annullata proprio dai grandi team impegnati l’uno (la Deceuninck- Quick Step) a portare Hodeg verso la volata un po’ come aveva già fatto a Grado dove era andata a occupare anche il secondo e il terzo gradino del podio con Senechal e Gilbert, e l’altro (la Baharaein Merida) a proteggere la posizione di leader in classifica del proprio gioiellino ucraino. Conferma Padun: «Nel finale tutti volevano rimanere davanti. Devo ringraziare i miei compagni che mi hanno protetto perfettamente e hanno riposto in me molta fiducia». Riassume Hodeg: «È una vittoria che la squadra ha cercato e meritato. Evenepoel e Honoré hanno controllato la fuga. Nel finale, Senechal e Knox mi hanno lanciato nel migliore dei modi e io sono riuscito a concretizzare».
Hodeg in volata ha dunque preceduto Sacha Modolo (EF-Education First) ed Edward Theuns (Trek Segafredo). Il podio finale ha visto Mark Padun (Bahrain Merida) laurearsi vincitore della Adriatica Ionica Race 2019 davanti a Ben Hermans (Israel Cycling Academy, +0:15) ed a James Knox (Deceuninck-Quick Step, +0:24). —
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