Allianz Trieste, altra caduta. A Trento finisce 81-69

(24-5 46-27 62-51)
Dolomiti Energia Trentino: Martin 11, Jovanovic ne, Pascolo ne, Conti, Browne 14, Forray, Sanders 8, Mezzanotte, Morgan 6, Williams 26, Ladurner, Maye 16. All. Molin.
Allianz Pallacanestro Trieste: Coronica ne, Upson 4, Fernandez 3, Arnaldo ne, Laquintana, Delia 13, Henry 8, Cavaliero 9,Da Ros 3, Gražulis 4, Doyle 13, Alviti 12. All.: Dalmasson.
Arbitri: Borgioni, Bettini e Boninsegna
Note: tiri liberi Trento 14 su 19, Trieste 9 su 16, tiri da tre Trento 9 su 21, Trieste 6 su 24.
TRENTO. Ma non doveva essere la partita della reazione? Quella del tutti uniti, per combattere, dell’adesso canxelleremo Bologna? Peccato che a Trento l’Allianz per un tempo si dimentichi di giocare, fornendo la più umiliante, inconsistente, patetica esibizione esterna da parecchio tempo a questa parte.
Venti minuti di nulla, esaltando Trento oltre i suoi innegabili meriti. Nella seconda parte viene ritrovato negli spogliatoi l’orgoglio ma ormai è tardi per sperare e quando si ha la possibilità di salvare la differenza punti si sbaglia troppo dalla lunetta.
Nonostante tutto questo, però, la ventiseiesima giornata dà assist mica da niente: potrebbe bastare battere Pesaro domenica all’Allianz Dome per vedere i play-off. A Trento l’inizio è in linea con quello - tragico - dell’ultima esibizione alla Blm Arena: 10-0 per Trento in tre minuti.
E meno male che la parola d’ordine doveva essere concentrazione....Della serie: come complicarsi subito l’esistenza visto che in teoria converrebbe anche contenere lo scarto finale entro i 10 punti. Time out. Intanto la Dolomiti Energia segna altri due punti e il primo canestro biancorosso arriva da Delia dopo quattro minuti.
Allianz di una pochezza imbarazzante: senza personalità, senza idee, senza schemi. E pure un santo avrebbe già smarronato vedendo il tabellone inchiodare un umiliante 24-3 dopo otto minuti.
Dalmasson inizia una girandola di cambi tra Fernandez e Laquintana che non produce effetti: Lobito sta finendo questa stagione sulle ginocchia e Tommy continua a cercarsi per il parquet. Risultato: Trieste riesce persino a peggiorare l’indecente primo quarto del dicembre 2019 (19-3). Al 10’ 24-5.
Meno 7 di valutazione. Finora c’erano riuscite solo le squadre costrette a finire la stagione con i ragazzini, in seguito a crisi societarie e con stranieri in fuga. In questo caso gli stranieri ci sono e la società c’è e ha pure uno sponsor prestigioso. Ma quello che va in scena sul parquet è il nulla. Un’offesa all’amore di migliaia di tifosi che a Trieste seguono con le lacrime agli occhi lo scempio.
Ha senso raccontare la cronaca di una partita che non c’è più. No, salvo limitarsi ad aggiornare il massimo vantaggio (35-10) per Trento, dove Williams è un’arma illegale. Al 17’ terzo fallo di Fernandez, troppo nervoso come gli succede quando la serata è no.
Arriva il primo canestro su azione di Doyle che fiuta la possibilità di far bottino chè tanto ormai l’è bella che andata. Si va al riposo sotto di 19 (46-27), se proprio si riesce a cercare una nota di consolazione è l’aver impattato il quarto a 22. I due play in valutazione negativa, coach silente in panchina.
Se agli errori di Trieste si aggiungono poi quelli degli arbitri (il quarto fallo fischiato a Lobito neanche Isaac Asimov sarebbe riuscito a immaginarlo) qualsiasi tentativo di rimonta diventa impossibile. Comunque almeno caratterialmente si vede un po’ di voglia di reagire con Da Ros, Alviti e Cavaliero e soprattutto molta più decisione in difesa.
Nessun Usa sul parquet. Arriva - finalmente - il primo break triestino con una tripla di Fernandez e un canestro di un Delia trasformato. 50-38 al 23’, parziale triestino di 11-4. Viene rimesso Doyle per Lobito, dolorante. Al 27’ sempre difendendo con più intensità Allianz a meno 10 (55-45). Cavaliero (in campo dopo la panchina di Bologna) innesca il contropiede di Alviti del meno 8. Al 30’ 62-51.
Il quarto conclusivo rivede Fernandez sul parquet. Dopo neache un minuto finisce però la sua gara con il quinto fallo, in attacco. Trento si riprende un solido vantaggio, sfruttando con Williams l’assenza di Delia.
L’Allianz ha uno sprazzo che la rimette a meno 11 (72-61) a quattro minuti dalla sirena. Ma errori dalla lunetta, palloni non gestiti e un fantasioso antisportivo ad Alviti stroncano la speranza di conservare almeno la differenza canestri.
Riproduzione riservata © Il Piccolo








