Alviti: «Io e l’Allianz simili con tanta voglia di crescere»

L’ala ex Treviso si presenta: «Da avversario ho avvertito l’importanza del pubblico. Spero di sentire il boato di Valmaura a ogni canestro che segnerò»
guerretta agenzia foto film villorba treviso basket - varese in foto
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TRIESTE «Io e Trieste ci assomigliamo. L'Allianz è una società che come me ha tanta voglia di crescere e migliorare. L'ho scelta per questo, nella convinzione che potrà essere un passaggio importante nella mia carriera».

Davide Alviti racconta con partecipazione i momenti che lo hanno portato a scegliere Trieste accettando l'offerta che gli è arrivata nei giorni scorsi. Tutto in poche ore, dalla proposta alla firma è passato davvero un attimo, a dimostrazione della voglia e delle determinazione con cui il giocatore ha accettato l'offerta dell'Allianz.

Alviti, come sono andate le cose con Treviso e come è arrivata la firma a Trieste?

La mia priorità era di rimanere in maglia De' Longhi. Due anni con una società che mi ha regalato una promozione indimenticabile, la possibilità di continuare a lavorare con un allenatore che conoscevo e con cui avevo buon feeling e in un ambiente nel quale mi sono trovato bene. Mi sembrava giusto aspettare, quando la dirigenza e il coach mi hanno detto che non rientravo più nei loro piani mi sono guardato intorno. La trattativa con Trieste è stata veloce, da quando i miei agenti mi hanno parlato dell'offerta al momento della firma è passato veramente pochissimo tempo.

Cosa l'ha convinta maggiormente?

In comune con l'Allianz ho la forte volontà di crescere. Ho avuto diverse offerte, ci sono state altre opportunità ma il progetto che mi ha presentato Trieste mi ha stimolato e convinto. Non so in quanti mi conoscono, sono una persona che crede nel lavoro e sono convinto che grazie all'impegno sia possibile migliorare.

A Trieste, lo scorso anno, la miglior partita nella massima serie. Quaranta minuti dolci-amari visto che nonostante l'ottima prova arrivò la sconfitta. Se la ricorda?

Me la ricordo eccome. Mancavano Logan, Cooke e Imbrò, partii in quintetto e giocai una buonissima partita. Non so se davvero quella prestazione sia stata importante per farmi arrivare qui, di certo ci ho pensato ed è curioso che qualche mese dopo mi ritrovo proprio a Trieste. Un po' come se il destino ci avesse messo lo zampino.

Da una piazza come Treviso a Trieste. Passione, grande pubblico e partecipazione. Pronto per l'atmosfera dell'Allianz Dome?

Sono pronto e spero davvero che nella prossima stagione le cose tornino il più possibile vicine alla normalità consentendo ai tifosi di tornare nei palazzetti. A Trieste ho giocato con Tortona nei play-off di A2 e lo scorso anno con Treviso: ho sempre trovato un'atmosfera incredibile. Ho in testa un episodio particolare: subisco fallo da tre e, complice un fallo tecnico, vado in lunetta con 4 liberi a disposizione. Ho sbagliato i primi due e il boato con cui i tifosi accolsero i miei errori fu davvero impressionante. Ecco, spero quest'anno di risentire quel boato a ogni canestro segnato. —
 

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