Bagatti: «L’Acegas ha grandi potenzialità»

Il nuovo socio di riferimento spiega: «Merchandising e valorizzazione dell’immagine del club gli elementi per il rilancio»
Di Matteo Contessa
Foto Bruni 20.09.13 Pallacanestro Trieste: Massimo Bagatti
Foto Bruni 20.09.13 Pallacanestro Trieste: Massimo Bagatti

TRIESTE. Massimo Bagatti, 42 anni, imprenditore di Parma nel settore dell’energia, fino a venerdì scorso era una meteora, nella Pallacanestro Trieste. Attraverso la Stella Azzurra, con la quale collabora e che a sua volta aveva appena iniziato la sua partnership con l’Acegas, era apparso a Trieste nel luglio 2012 chiamato da Claudio Boniciolli, aveva acquistato una quota “di bandiera” nella ricapitalizzazione di allora e poi era sparito. Da cosa nasce, allora, questa riapparizione improvvisa e soprattutto questo investimento così importante nel capitale sociale biancorosso?

Ce lo spieghi direttamente lei, signor Bagatti...

Trieste non era mai stata dimenticata. L’anno scorso ho avuto un periodo travagliato professionalmente e personalmente, adesso ho superato questa fase critica e parlando con Fulvio Degrassi ho deciso di riprendere il discorso con la Pallacanestro Trieste. Ho passione per questo sport e ci credo perchè a mio avviso ha ancora molte potenzialità. E la Pallacanestro Trieste è una società fra le più “appetibili” su cui poter investire.

Ma va? Scherza o dice sul serio?

Dico sul serio. E tra l’altro è su una piazza che considero fantastica, perchè per me Trieste è una delle poche che in Italia possono dare molto, sotto diversi aspetti. Ho pensato che usciva un socio importante come Acegas Aps e che lasciava libero uno spazio importante e allora mi sono detto ’ci credo, andiamo’.

Il club, come saprà, ha bisogno di rilancio. Ha una ricetta, al riguardo?

In tutte le società nelle quali entro guardo innanzitutto l’aspetto economico e al riguardo il presidente Mario Ghiacci attualmente sta facendo un ottimo lavoro tentando di coinvolgere l’imprenditoria locale. In quanto all’aspetto tecnico, proseguiamo a lanciare i giovani che abbiamo qui e potenziamo il settore giovanile, magari sfruttando le collaborazioni con la Stella Azzurra e con la Reyer. Che peraltro indirettamente, attraverso il suo patron Luigi Brugnaro è anch’essa dentro la Pallacanestro Trieste come socio forte e che costituisce, a mio avviso, una delle migliori partner che si potesse trovare in Italia. Le potenzialità ci sono tutte.

Però ci vogliono idee e progetti concreti, per portare soldi in cassa...

Nel basket quasi tutte le royalties arrivano dal tesseramento dei giocatori o dagli sponsor. Non esiste il merchandising, non esiste immagine. bisogna creare l’immagine della Pallacanestro Trieste, gli appassionati devono aver voglia di girare per la città con la maglia della Pallacanestro Trieste addosso. Maglia che andranno a comprare a prezzo invitante. Questo è marketing, così come lo sono le manifestazioni da organizzare, come ad esempio grandi incontri nazionali o internazionali di pallacanestro. È questo l’unico modo per rilanciare il marketing di una società di basket, visto che non ci è consentito di fare cassa con la vendita dei giocatori.

C’è un’altra grande risorsa, il PalaRubini... Che ne dice?

Non lo conosco, lo ammetto. Ma mi hanno spiegato le sue potenzialità, me lo hanno descritto come uno dei più bei palazzi che ci sono in Italia. Alla prima di campionato ci sarò e potrò vederlo da vicino.

Senta, qui serve un giocatore per completare il roster dela prima squadra: ora che la sopcietà si è solidificata, arriverà questo regalino?

Tutto dipende da quanto serve per ingaggiare questa pedina che manca, la possibilità o meno va ponderata su questo aspetto. Vedremo di trovare la soluzione per riuscire portare a Trieste non un top player, ma ciò che serve. Ne parleremo in Cda, parlerò con il presidente Ghiacci. Lavoreremo per questo, ma anche per trovare alcuni sponsor direttamente su piazza. Perchè ripeto: Trieste ha un potenziale enorme, che forse i triestini non hanno pienamente evidente.

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