Bodiroga disegna il futuro indipendente dell’Eurolega

Il presidente ha voluto rifiutare la fusione con l’Nba, ma rimane aperta la partita della Lba

Giovanni Marzini
Lasorte Trieste 25/10/26 - Serie A, Pallacanestro Trieste - Tezenis Verona - ultima Trasmissione
Lasorte Trieste 25/10/26 - Serie A, Pallacanestro Trieste - Tezenis Verona - ultima Trasmissione

L’abbiamo conosciuto qui a Trieste all’inizio degli anni 90, quando appena maggiorenne raccoglieva l’invito di un certo Tanjevic che lo strappava ai pericoli della guerra nell’ex Yugoslavia per offrirgli una chance nel basket professionistico italiano. Occasione che, quel ragazzo di due metri dal fisico meravigliosamente scolpito per essere uno splendido giocatore di basket, avrebbe colto al volo. Boscia convinse il patron di quella che sarebbe stata a lungo la squadra più vincente nella storia del basket triestino a giocarsi la carta del secondo “straniero” scommettendo su un diciannovenne che nessuno conosceva. Nel giro di qualche anno l’avrebbero però conosciuto in molti: dopo Trieste, avrebbe infatti vestito le maglie dei più importanti club europei, vincendo trofei e riconoscimenti personali.

Oggi, quel ragazzo che di nome fa Dean Bodiroga è il presidente dell’Eurolega e presentando le cifre economiche ed il seguito di pubblico nelle arene e davanti alle tv che questa competizione propone, si è permesso di dire all’Nba che il campionato di quella che tanti anni or sono chiamavamo Coppa dei Campioni, andrà avanti per la sua strada. Nessuna fusione con quella Nba Europe che dovrebbe nascere nell’autunno del prossimo anno, bensì un rilancio in grande stile della kermesse europea, con più squadre e addirittura due distinte “conference” prima di arrivare ai play-off per il titolo. Risultato: la Lega più importante al mondo rimane spiazzata, dopo aver pensato di mangiarsi in un sol boccone il basket europeo. Giochi comunque ancora aperti e porte socchiuse per un’intesa che faccia rima con quella sostenibilità che due diverse competizioni, in aggiunta ai campionati nazionali, difficilmente troverebbero senza uno spazio vitale per entrambe.

Definire dunque la stagione appena iniziata come un vero e proprio “cantiere aperto” guardando all’immediato futuro è il minimo: anche perché proprio la nostra Lega, dopo i “saccheggi” di titoli sportivi di questa estate, sta pensando ad una totale ristrutturazione dei campionati nazionali, sposando anche in Italia l’idea di simil franchigie sulla linea del basket Usa, per dare continuità e solidità anche economica ai club italiani. Una massima serie a più squadre e una A/2 col ritorno al professionismo sarebbero già nel mirino della nostra Lba. Sullo sfondo resta però il nostro basket italiano doc, quello di giocatori che possono vestire la maglia azzurra ed opporsi al possibile stritolamento in squadre che tra Eurolega e prospetti Nba vedrebbero la presenza di players indigeni probabilmente ridotta al lumicino. I nostri Candussi, Deangeli e Ruzzier diventerebbero allora una sorta di panda da difendere e proteggere?

Parliamone…

 

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