Batki vince il bronzo agli Europei di Rostock

Tuffi, la triestina ha agguantato ieri la sua sesta medaglia continentale, pur con qualche sbaglio
Di Matteo Contessa

TRIESTE. E sono cinque! Anzi, sei. Noemi Batki è salita ieri sul podio europeo della piattaforma a Rostock agguantando il bronzo con 323.30 punti dietro l’ucraina Yulia Prokopchuk e la francese Laura Marino. Ha regalato all’Italia la prima medaglia in questa edizione tedesca dagli europei e ha messo in bacheca, così, la quinta medaglia continentale individuale negli ultimi 6 anni (un oro, 3 argenti e il bronzo di ieri), ai quali va però aggiunto l’altro bronzo colto nel sincro con Tanja Cagnotto quando le due facevano coppia fissa. «È la prima medaglia europea che si conta sulla mia seconda mano, c’è tempo per allargare la bacheca di casa», ha scherzato ieri sera, raggiunta al telefono, la campionessa triestina. Non la miglior prestazione di Noemi, che nelle eliminatorie di ieri mattina non è mai entrata in gara andando in finale da sesta e ieri pomeriggio è comunque stata sempre in zona podio in una gara combattutissima, se si pensa che il podio definitivo è stato definito sultanto all’ultimo tuffo e che la prima ha avuto solo 4 punti più della Batki (327.50), la seconda addirittura appena 30 centesimi di punto e la quarta, la russa Yulia Timoshinina, solo un punto in meno.

«Abbiamo lavorato molto bene per questa gara - è il commento a caldo che ci ha dato Ibolia Nagy, la mamma allenatrice -. Nelle eliminatorie non è riuscita a entrare in gara, ma nel pomeriggio ha cambiato attitudine, mostrando miglioramenti tecnici. Le è mancata soltanto un po’ di birra per arrivare all’oro, ma tutto sommato dobbiamo essere contenti per i migliorameenti. C’è da lavorare ancora per arrivare al meglio al Mondiale di Kazan e sono sicura che ci riusciremo».

E in Russia, a fine luglio, sarà l’occasione migliore per conquistare anche il pass olimpico per Rio sfuggito ieri (se l’è preso la Prokopchuk): a Kazan ce ne saranno 12 a disposizione, uno per ciascuna delle atlete che raggiungeranno la finale iridata. «L’obiettivo è alla portata - chiarisce la stessa Noemi - ma negli ultimi 2 anni c’è stato un innalzamento qualitativo altissimo della piattaforma femminile e sono consapevole che in finale potrebbero non bastare i 330 punti stimati, per arrivarci. Nel mondiale i mio obiettivo sarebbe in verità entrare nelle prime otto, per qualificazione alle World Series. In quanto a questa gara di Rostock, voglio pensare che sia un mattoncino per la costruzione dei Mondiali - ha commentato, un po’ meno soddisfatta della madre - perchè è stata pur sempre una dimostrazione di positività. Ma non c’è stato il picco ed è giusto che io senta ancora un po’ di rabbia».

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