Bomba Masciadri-Crespi nella nazionale femminile «Certi coach sono sessisti»
La Nazionale di basket femminile batte la Svezia 62-56 al PalaMariotti di La Spezia e si qualifica per l’Europeo 2019. Brindisi e cori di giubilo? Macchè, l’ultima partita fa esplodere una “bomba” per il mancato utilizzo da parte di coach Marco Crespi della capitana storica Raffaella Masciadri, un’icona giunta all’ultima rappresentazione in azzurro dopo 178 presenze. L’attacco frontale arriva da una compagna di squadra, Stefania Passaro, con una lettera aperta al Presidente Fip Gianni Petrucci. I contenuti sono grevi, accusatori al punto da sconfinare toccando tasti delicatissimi quali sessismo e violenza sulle donne. Riportiamo alcuni passaggi chiave: «l’allenatore azzurro Marco Crespi, davanti alle telecamere della diretta tv, ad ogni errore delle nostre, esplode in gesti furiosi, si gela in calme improvvise per poi tornare a trascendere, pronunciando rivolto alla nostra panchina insulti irripetibili, come aspettandosi un’approvazione che, per fortuna, da nessuno della panchina gli arriva mai. Allora, all’improvviso, mi tornano alla mente certi allenatori che ho avuto, la violenza verbale fitta di insulti a sfondo sessuale di cui io e le altre eravamo succube, il pugno in testa che ricevette una mia compagna di squadra durante un time out per un tagliafuori mal fatto. Gesti mai sanzionati perché “con le donne ci vuole polso”, si diceva». Gianni Petrucci stigmatizza il comportamento di coach Crespi, il quale, a mente fredda, risponde: «Provo amarezza. Penso di essere stato trasparente e leale con Raffaella Masciadri da subito. A sedici secondi dalla fine, non a cinque, ho guardato i miei assistenti. Lui mi ha detto: “Possiamo mettere Masciadri”. Lei ha fatto una faccia come a dire: “Ma no, cosa la fai entrare adesso?”. Ho pensato che fosse irrispettoso e ho sbagliato, perché invece ci teneva». Respinge con ancor più forza la accuse sessiste: «quello che so è che da quando ho cominciato ad allenare le donne, il mio unico parametro è stato cercare di avere con tutte un rapporto emotivo, personale, tecnico individuale, così come succede con i maschi». —
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