Boom di nuove iscrizioni alla sezione tuffi dell’Ustn De Riz: «Più forti di prima»
TRIESTE
Lo sport è chiamato alla ripartenza all’insegna prioritaria della sicurezza. Ci sono però posti in cui il Covid non ha osato addentrarsi: parliamo della fantasia e della reattività di alcune realtà che anche a Trieste rappresentano un ammirevole esempio di come sfruttare le difficoltà per cambiare, evolvere, cogliere un’opportunità. Sarà perché alla Triestina Nuoto tuffarsi alla ricerca di un successo è un po’ il loro mestiere, con cento anni di pratica, o perché alla sezione tuffi l’entusiasmo della responsabile Sigrid De Riz è, nel senso buono, contagioso.
«Stiamo vivendo un anno straordinario che richiede delle soluzioni eccezionali – racconta De Riz –. Il lockdown ci ha imposto di ripensare alcune formule, scombinare gli schemi, la routine; in un certo modo ci ha permesso di crescere».
Il numero degli iscritti ai corsi non preoccupa, tutt’altro: «Un anno fa avremmo triplicato, ora siamo già vicini al raggiungimento del limite dei posti a disposizione – prosegue De Riz – e il merito va ad una società solida ed esperta che sono in pochi a poter vantare; non abbiamo mai smesso con le nostre attività, neanche da remoto, e siamo stati bravi a riprogrammarci anche da un punto di vista economico. Chiudere? Non si è mai palesata questa possibilità. Quest’anno i nostri corsi dureranno un mese in più. Abbiamo sfruttato al massimo il momento appena trascorso per osare e cambiare certi meccanismi radicati, aprire la mente e trovare soluzioni dinamiche a cui non avremmo mai pensato».
In attesa di ripartire presto ed al 100% con le scuole, anche le incertezze finanziarie sono state superate con una certa agilità senza farle ricadere sugli iscritti: «Non abbiamo sofferto più di altri – conclude la dirigente – sicuramente ricevere degli incentivi dalle istituzioni rappresenterebbe un segnale importante di fiducia nei confronti del mondo dello sport. Mi riferisco al costo degli affitti e spese di gestione che potrebbero essere ammorbidite proprio per permetterci di lavorare al meglio. Per certo, vogliamo comprendere il timore e la diffidenza delle famiglie nel far riprendere ai propri figli le attività dietro ad un costo importante e cerchiamo sempre di venirci incontro; le 1700 ore di lezione organizzate la scorsa primavera ne sono un esempio». —
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