Bronzo al caprivese Bravin nella categoria Master 1 ai mondiali di Lillehammer



C’è tanta Italia sul podio dei Campionati europei di mountain bike, specialità Marathon, che si sono svolti nel weekend a Lillehammer. E c’è anche e soprattutto il giallonero dell’Unione ciclisti Caprivesi indossato dal gradiscano Andrea Bravin. Dopo aver dominato (per il terzo anno di fila) i Campionati italiani, indossando in Abruzzo appena una settimana fa la maglia tricolore, Bravin ha confermato il suo valore anche in Norvegia, cogliendo alla prima esperienza europea un preziosissimo bronzo nella categoria Master 1, e piazzandosi anche al quinto posto assoluto tra i Master.

Il ventinovenne in forza all’Uc Caprivesi si è arreso solo al padrone di casa Espen Helgesen, del team Lorenskog, che ha fatto gara in solitaria e coperto i poco più di 70 km del tracciato in 3h 48’05”, e all’altro italiano Tommaso Vanni, della Cicli Taddei, quarto assoluto tra i Master e argento nella categoria M1 con il tempo di 3h 52’01”, un tempo di poco più di un minuto e mezzo migliore rispetto a quello dell’Isontino, che ha tagliato il traguardo in 3h 53’45”.

Forse proprio qui sta un piccolo rammarico per Bravin, che ad Aielli, ai recenti Campionati italiani, aveva rifilato ben dieci minuti di distacco proprio a Vanni, e dunque potenzialmente poteva valere l’argento europeo. Ma, si sa, ogni gara fa storia a sé, e in Norvegia il pluricampione italiano non si è trovato nelle migliori condizioni. «Al di là del podio, di cui sono davvero felicissimo, non è stata una buonissima gara per me, non era la mia giornata – spiega Andrea Bravin –. Ho patito le condizioni del terreno e soprattutto il meteo, visto che siamo passati dai quasi 40 gradi dei tricolori in Abruzzo ai 4 gradi dei punti più elevati del tracciato norvegese, scivoloso e molto tecnico. Non a caso Helgesen, abituato a queste condizioni, aveva tutto un altro passo, e ci ha impiegato poco tempo a salutare la compagnia. Io ho faticato nella prima parte della gara, per poi recuperare nella seconda, che era più scorrevole, e avrei forse potuto giocarmi il secondo posto. Ma va bene anche così». Sì, perché quella di Lillehammer – dove si è corso su un tracciato di 73 km, con circa 3 mila metri di dislivello, e dove nella ricognizione del percorso svolta venerdì gli atleti avevano trovato addirittura ancora la neve – Bravin ha accumulato un’esperienza preziosa per il futuro.

«Era il mio primo approccio a gare continentali, ed è arrivato il podio – dice –. È stata una bellissima esperienza, e spesso si impara molto di più da giornate complicate piuttosto che da vittorie trionfali. Ci riproverò sicuramente». Intanto, prima di andare in vacanza e riposare, Bravin sarà atteso il 21 luglio dai Campionati italiani di Cross country (che ha già vinto nel 2017, quando fece doppietta anche nella Marathon). —



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