Buffon scuote la Juve: diventeremo grandi

TORINO. «Siamo tra le otto squadre più forti d’Europa: è la base da cui ripartire per esserlo ancora di più». Gigi Buffon suona la carica, rispondendo da una video chat ai tifosi, che ringrazia calorosamente per l’atteggiamento di questi giorni.
Il capitano è lo specchio dello stato d’animo della squadra: delusione, ma niente drammi, tanto più che c’è la consapevolezza di avere dato tutto contro il Bayern, ma di essersi trovati di fronte a un avversario nettamente superiore. Il portiere anticipa Antonio Conte e il discorso che il tecnico ha rivolto alla squadra al ritorno in campo dopo la Champions League, per una seduta di scarico fisico e psicologico.
Di fatto inizia la missione di risintonizzare subito le menti dei giocatori sullo scenario italiano. La notte europea è da cancellare al più presto, per evitare che restino tracce pericolose nel morale. Lo scudetto, quello dell’impresa «straordinaria», secondo la definizione di Conte, è lì a un passo, ma ci sono tre tappe insidiose all’orizzonte. La prossima è particolarmente strategica, perchè nel fine settimana, insieme a Lazio-Juventus, si gioca anche Milan-Napoli. In caso di distanze immutate, la Juventus potrebbe davvero amministrare (termine che non piace affatto a Conte) le altre due gare da bollino rosso.
Intanto in società si sta cominciando a effettuare le prime valutazioni generali: da una parte, quelle tecniche, dall’altra quelle finanziarie. Oltre alla punta da almeno 20 gol, ma soprattutto capace di saltare l’avversario e concludere, ci si rende conto che occorre risolvere il problema-fasce: in quella destra, l’anno prossimo, resta da capire se saranno sufficienti il Pepe ritrovato e l’Isla rigenerato (almeno si spera); e ci si interroga come si possa potenziare quella sinistra, perchè Asamoah non è un esterno, ruolo di cui la squadra ha assolutamente bisogno. Altra valutazione imminente, capire che termine avrà la longevità calcistica di Pirlo e Barzagli, per ora senza eredi.
Sul piano economico, al momento si fa la conta dei prestiti all’estero: Melo, scadenza 2015, per il quale in questi giorni scade l’opzione del Galatasaray per il riscatto a 6,5 mln, Martinez al Cluj (2014), Ziegler al Fenerbahce (2015), Motta, Bologna (2015), più l’alleggerimento dello stipendio di Iaquinta, a fine contratto. E si comincia a disegnare una ipotesi di mini-lista di partenti per fare cassa: due attaccanti (Matri e uno fra Giovinco e Quagliarella), un centrocampista (Lichtsteiner, se non si vuole sacrificare Vidal). Tenendo conto di una considerazione: al di là del gap europeo da colmare, l’anno prossimo anche in Italia ci saranno competitors per lo scudetto potenzialmente rafforzati. E quindi l’asticella si alzerà ancora.
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