Caviglie ko, Umago amara per Fognini

dall'inviato
Guido Barella
UMAGO. Sorride ovunque. Sorride sui megaposter affissi sui muri della periferia di Umago, sorride sui totem pubblicitari al centro delle rotonde stradali, sorride dalla copertina dello yearbook distribuito al complesso Stella Maris. Fabio Fognini ti guarda di trequarti, con in testa il cappuccio della tuta e le dita della mano sinistra a disegnare la “V” di vittoria. Sorride ovunque, Fabio Fognini, numero 9 del tennis mondiale. Ma non in campo.
L’altra sera il suo Croatia Open di Umago - dove era testa di serie numero 1 - è durato niente. In tutto 37 minuti. Il tempo per perdere il primo set 1-6 e per abbandonare sull’1-2 nel secondo contro Stefano Travaglia nel derby italiano che rappresentava il suo debutto nel singolare al torneo. Ieri sera poi avrebbe dovuto scendere in campo in doppio con Simone Bolelli contro Robin Haase e Philipp Oswald, ma a quell’ora chissà dove era già. Certo, molto lontano da Umago, anche se è un mistero a che ora sia partito. L’Atp - il governo del tennis professionistico maschile - ha annunciato ufficialmente in sala stampa il suo ritiro anche dal torneo di doppio alle 17.36. Fino a quel momento per tutto il giorno su Fognini non era filtrata mezza notizia in un clima quasi da spy story. Perché in sala stampa c’era chi rincorreva il padre del giocatore via social (attorno alle 17 era segnalato bloccato in una coda sull’autostrada a Vicenza: c’era anche Fabio con lui in auto?) e chi invece provava a carpirne le mosse seguendo il compagno di doppio Bolelli, che peraltro qua si era allenato regolarmente. Infine, l’annuncio. Del resto, quest’anno non è aria per gli italiani a Umago: se Fognini, vincitore tre anni fa, se ne è andato così, Cecchinato, trionfatore soli 12 mesi fa, era uscito di scena già ai 16.mi sconfitto 6-3 6-2 dallo sloveno Aliaž Bedene. Un disastro, vista la quantità di appassionati italiani sulle tribune...
Ma cosa è successo mercoledì sera al campione di Sanremo sul centrale del complesso Stella Maris, quello dedicato a Goran Ivanišević? A mettere ko Fognini è stato un dolore alle caviglie. Lo ha spiegato in una dichiarazione alla stampa: «È stato un problema al tendine. Quale tendine? A entrambi i tendini. Ho fatto un’infiltrazione domenica pomeriggio. Sono venuto qui, ma la reazione è stata davvero brutta. Sono stato male anche lunedì, mi sono allenato male, avevo dolore. Martedì mattina mi sono sentito meglio, poi giocando in doppio sono stato male. La mattina prima del match con Travaglia il fisioterapista mi ha consigliato di non venire, di non scaldarmi, ma di fare tutto vicino alla partita. E allora ho finito il riscaldamento che erano 6-4 al tie-break nell’incontro precedente (in campo d’erano Krajinovic e Balazs, ndr). Io ho provato a fare del mio meglio ma purtroppo il mio corpo ha reagito in una maniera che neanch’io mi aspettavo». E dire che il campione ligure era venuto a Umago per unire l’utile al dilettevole, per trascorrere giorni in famiglia al mare mettendo benzina nel motore. «Sono qui - aveva detto - perché ho bisogno di accumulare partite e raccogliere forze per le prossime settimane». Per gli Us Open. Ma adesso tutto è nelle mani del fisioterapista... —
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