Chiaroscuro Triestina, il ds Franco: «Il cambio del tecnico per dare un segnale forte»

Le parole del direttivo sportivo su quanto sta succedendo nella società. Intanto Gunduz alla Juve Next Gen e nuova multa in arrivo

Antonello Rodio
Attilio Tesser e il ds alabardato Michele Franco
Attilio Tesser e il ds alabardato Michele Franco

Presente per spiegare l’esonero di Attilio Tesser e il ritorno di Giuseppe Marino in panchina, il diesse della Triestina, Michele Franco, giovedì 22 gennaio si è trovato a dover rispondere alle legittime domande di chi vuole capirne di più su cosa succede nella società alabardata.

Questioni a cui in realtà dovrebbero rispondere Adam Rothstein e l’ad Piero Zangarini: su questo Franco almeno ha assicurato che il contatto con la proprietà è quotidiano e che i membri della nuova gestione torneranno a Trieste molto presto.

L’esonero di Tesser

Franco ha innanzitutto spiegato il cambio di panchina e il caos che ne è seguito: «Non c’è stata confusione o incertezza. La decisione dell’esonero di Tesser è stata chiara e condivisa da me e il club ed è una scelta prettamente tecnica, dettata dai risultati insoddisfacenti di questo periodo. I giorni di stallo? Una tempistica dovuta solo al tempo necessario per trovare un accordo per la risoluzione contrattuale con il mister e il suo staff, che nel frattempo ha allenato il gruppo come da contratto. Chiamando Tesser speravamo di migliorare la media di Marino e arrivare al mercato di gennaio per provare a salvarsi, ma il miglioramento non c’è stato. Ora abbiamo cambiato perché non far nulla e lasciare in balìa gli eventi sarebbe stato un segnale che si è mollato. Invece vogliamo una reazione, sappiamo che la salvezza sarebbe una cosa incredibile, ma pensiamo che Marino possa dare quello di cui la squadra ha bisogno».

La questione pagamenti

Il fuoco di fila di domande, oltre alla bollente questione degli arretrati col Comune per lo stadio, ha riguardato la situazione di alcuni dipendenti non pagati che minacciano di fermarsi e bloccare l’attività: «Io mi occupo della parte sportiva e queste sono cose societarie. Ma posso dire che questo non succederà – assicura Franco – Questa proprietà ha preso in carico una situazione drammatica salvando il club da un fallimento certo. È stato già versato tanto denaro e si sta lavorando per risolvere tutte le problematiche economiche. Ma ci sono tempistiche necessarie, i problemi non si risolvono in poco tempo. Ne vengono fuori sempre di nuove, ma la parte sportiva a oggi è stata puntualmente pagata e oltre a quella, tutti i pagamenti che devono essere fatti saranno rispettati».

Il mercato di gennaio

Come già scontato, è partito Gunduz, che si è accasato alla Juventus Next Gen. Il ds assicura che ci saranno anche arrivi: «C’era il rischio di perderli a zero, per cui le uscite di Ionita, Crnigoj e Gunduz sono sensate ed è giusto che il club abbia monetizzato. Altri sono richiesti, ma nulla ancora di concreto. In entrata però ci sono operazioni che spero di chiudere a breve, è ancora in piedi l’opzione Knezovic ma aspettiamo l’ok del Sassuolo. Vista la situazione ci sono difficoltà nel convincere i giocatori e le società, ma contiamo di portare gente motivata che aiuti la squadra e onori la maglia».

Il ds ribadisce che la società punta a ricostruire il settore giovanile: «La priorità è strutturare non solo la Primavera ma l’intero settore giovanile, però quando si parte da una base estremamente bassa il percorso di crescita richiede del tempo. Per me che un po’ di ragazzi frequentino la prima squadra è un fatto positivo».

Solo un’ammenda

Intanto nessun punto di penalizzazione per l’ultimo deferimento della Triestina, quello per il mancato deposito della relazione sulla situazione patrimoniale intermedia al 30 settembre 2025 e per aver pagato gli stipendi dei tesserati di settembre e ottobre (circa 686.876 euro) attraverso bonifici addebitati sul conto corrente intestato al socio LBK Triestina Holdings LLC, diverso dal conto intestato alla società Us Triestina Calcio 1918 srl e dedicato al pagamento degli emolumenti.

La Triestina e i suoi rappresentanti Marco Margiotta e Oliver Centner hanno infatti patteggiato un’ammenda (15.400 euro per ciascuno dei due componenti del cda e 7.670 alla società).

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