Chiellini: «Macchè festa, c’è il Torino»

TORINO. «Ma quale festa, pensiamo a battere il Torino, che è una squadra tosta e basta». Giorgio Chiellini giura che la Juventus non è sfiorata dall’idea di festeggiare lo scudetto già domenica pomeriggio nel derby. E spiega il perchè. «Non credo affatto a un passo falso del Napoli, che si gioca il secondo posto. Sinceramente non credo che la squadra di Mazzarri avrà problemi. Noi vogliamo chiudere il discorso prima possibile e poi guarderemo al futuro. Sappiamo che il Toro ha una classifica bugiarda, una grande organizzazione e giocatori dal valore assoluto come Santana e Cerci. Perciò dovremo stare attenti e non pensare a festeggiare, ma solo a vincere. Le celebrazioni eccessive non sono nè volute nè richieste. Il derby è sempre una partita diversa».
Lancia un appello ai tifosi: »Comunque vada, che sia una festa di sport. Torino è una città magnifica per il calcio, non ci sono eccessi. E anche questa volta dovrà onorare questa fama: guai se venisse etichettata come violenta. È chiaro che il tifoso non è contento se perde, ma tutto dovrà rimanere nei limiti dello sport».
Proprio come è sempre stato, testimonia lui stesso: »Dopo il derby di tre anni fa in cui un mio gol diede la vittoria alla Juve, ho ricevuto telefonate di gente granata che mi diceva: hai sbagliato squadra. Cose simpatiche, ma mai un’offesa, mai una mancanza di rispetto. Il derby è sempre speciale: anche se magari gli scontri di vertice per noi sono più importanti, però Torino-Juventus non sarà mai come Atalanta-Juventus. E infatti non commetteremo l’errore di rilassarci troppo, sarebbe una follia sottovalutare l’avversario. Non ci voglio nemmeno pensare allo scudetto da vincere in sofferenza».
Inevitabile tornare sul dominio tedesco in Europa, visto che la sua squadra è stata proprio eliminata da una delle due corazzate: »È chiaro che la nostra sconfitta con il Bayern ci rivaluta un poco. Hanno grandi qualità, impongono ritmi incessanti, la loro velocità non ti dà respiro. La qualificazione del Bayern a nostre spese è stata meritatissima. Nessuno però pensava che le due tedesche battessero così nettamente le icone del calcio, Bar‡a e Real. La questione economica pesa senz’altro, ma nel caso del Borussia ci sono altri due elementi, la valorizzazione del settore giovanile e quella degli acquisti».
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