Ciclismo su pista, Milan senza limiti: è campione del mondo nell’Inseguimento

A Shanghai il friulano conquista l’oro battendo nettamente in finale il danese Madsen. Durante le qualificazioni aveva stabilito il record del mondo, correndo i 4 km in 3’58”850. Terzo Ganna

Antonio Simeoli
Foto Petrussi/Bettini
Foto Petrussi/Bettini

Campione del mondo nell’Inseguimento individuale. Jonathan Milan è tornato in pista dopo due anni dall’oro con record del mondo ai Mondiali di Ballerup in Danimarca nel 2024 e si ripete: oro e record del mondo.

In finale il 26enne friulano di Buja nello splendido velodromo di Shanghai ha battuto il danese Frederik Madsen in una gara senza storia in cui il corridore della Lidl Trek, campione olimpico ai Giochi di Tokyo 2021 col quartetto e uno dei più forti sprinter al mondo su strada, ha chiaramente provato a dare l’assalto al primato mondiale stabilito la mattina nelle qualificazioni.

Per Milan una finale super: un secondo quasi di vantaggio già al primo km sul rivale, quasi due dopo due km e alla fine 5”2 di vantaggio con l’azzurro che ha fermato il tempo in 4’00”769 un crono di tutto rispetto quasi raggiungendo l’inerme danese, uno dei re del quartetto oro mondiale giovedì.

Un altro capolavoro, come detto, il bujese l’aveva fatto poco dopo le 7 ora italiana stabilendo il primo tempo con un pazzesco correndo i quattro km in 3’58”850, nuovo record del mondo della specialità, a una media di 60.289 km/h. Il corridore di Buja ha battuto sé stesso, quel 3’59”153 che aveva stabilito due anni fa ai Mondiali di Copenaghen.

Secondo si era piazzato proprio il danese Madsen, a 1”2 da lui, terzo Filippo Ganna 4’00'976 che aveva preceduto l’altro danese Rasmus Pedersen.
Proprio SuperPippo ha cominciato la beneficiata di medaglie azzurre facendo da perfetto apripista all’impresa del friulano: 4 km corsi in 4’02”275 stroncando nella finalina la resistenza del danese, avanti fino a metà gara.

Poi con il ct Dino Salvoldi, il team manager Elia Viviani e gli altri azzurri della pista e lo staff si è messo a fare il tifo per Milan. Che ha vinto in carrozza sul filo dei 60 km/h di media il suo secondo titolo mondiale nell’inseguimento Individuale.
Si porterà in Friuli anche il record del mondo, ce l’aveva già ma l’ha distrutto facendo capire che il più forte è lui.
Subito a Buja mamma Elena e papà Flavio , impegnati anche a tifare per l’altro figlio Matteo impegnato sempre in Cina nell’ultima corsa su strada della stagione con la Fdj Groupama. hanno avviato la festa.
Unico rammarico: l’Inseguimento individuale non è una specialità olimpica, solo il quartetto lo è. Peccato

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