Claudia Peroni: Vale finito in trappola ma tutta la storia è stata gestita male
“Chiamami Peroni sarò la tua birra”. È lo slogan, particolarmente in voga negli anni Ottanta, che reclamizza una nota bionda spumeggiante. E in effetti bionda è bionda e da sempre va a tutta birra per vocazione e per statuto. Claudia Peroni, voce narrante storica dei motori per Mediaset e inviata dai box della Formula 1 negli anni Novanta va di fretta. Da sempre. Prima come pilota di rally, specialità della quale si innamora perché da casa sua a Sanremo rimane affascinata dal rumore dalla Lancia Martini impegnata nel rally ligure. E poi con il microfono in mano che porta sulla griglia di partenza raccogliendo le sensazioni dei piloti quando il cuore è sopra la soglia e la concentrazione assoluta.
Claudia Peroni viaggia con le quattro ruote ma è a suo agio anche con le due. Conosce bene Valentino Rossi sin da quando con Nico Cereghini conduceva la trasmissione “Fuori giri” su “Italia 1”.
Claudia Peroni ha un’opinione precisa sul “fattaccio” della Malesia.
«Valentino Rossi ha un forte senso della giustizia – esordisce la giornalista e conduttrice – e si è sentito vittima di un’ingiustizia. Bene ha fatto a ricorrere al Tas perché in Malesia i commissari non hanno saputo gestire tutta la situazione già a partire dal giovedì».
Cioè, che cosa dovevano fare?
«Dovevano convocare prima i piloti, raccomandare loro la massima correttezza, agire preventivamente insomma. E anche durante la corsa non hanno mai alzato una bandiera».
Certo è che da un pilota esperto come Rossi ci si aspettava una gestione un po’ più accorta della gara.
«Ci si gioca un Mondiale, Valentino è consapevole dell’importanza della gara mentre lo spagnolo non aveva niente da perdere. Marc Marquez lo ha provocato già dalle prove, lo ha esasperato e Rossi è caduto nella trappola».
Se il Tas non accoglierà il ricorso Valentino potrà comunque giocarsi le sue carte a Valencia partendo dall’ultima posizione in griglia?
«Non sarà facile, dovrà compiere un’impresa, partire a razzo, rischiare tutto da subito, ma nella MotoGp si possono fare anche 15 sorpassi in una gara e lui lo sa bene».
Oggi donne e motori è un binomio consolidato ma lei ha aperto la via.
«Il fatto di essere una donna non mi ha condizionata anche perché sono stata pilota e quindi quando mi rapportavo con i piloti loro sapevano che conoscevo il mestiere. Ci sono tante colleghe che oggi raccontano il mondo dei motori ma credo, senza presunzione, che ciò che mi ha sempre caratterizzato è stata la grande passione per i motori ed è soprattutto quello che fa la differenza».
Il ricordo più bello?
«Gp del Sudafrica, il mio primo da inviata sulla griglia di partenza. Ayrton Senna non parlava mai con nessuno prima del via perché cercava la massima concentrazione, per lui era un momento di raccoglimento. Mi avvicino e gli chiedo se posso intervistarlo perché è la mia prima volta: mi guarda un po’ incredulo ma poi si alza e si fa intervistare».
Hamilton e Vettel sono campioni autentici?
«Assolutamente sì. L’inglese è un pilota molto forte, determinato e anche carismatico. Il tedesco è un pilota moderno, vincente e il fatto che abbia imparato in fretta l’italiano e che parli nella nostra lingua è significativo di come voglia farsi apprezzare anche fuori dalla pista».
Quando la Ferrari tornerà a vincere il Mondiale di formula 1?
«Secondo me già nella prossima stagione la Ferrari potrà tornare a vincere un Mondiale. Domenica sarò al Mugello al “Ferrari day” e sicuramente ci sarà una bella atmosfera».
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