Davis, il capitano nero: «Per me un grande onore amo la maglia alabardata»

Per la prima volta da quando indossa la maglia della Triestina, Mensah ha potuto scendere in campo con la fascia al braccio

L’intervista Nella fredda serata imolese, un fatto che ha scaldato il cuore a un giocatore molto amato dalla piazza. Per la prima volta da quando indossa la maglia della Triestina (estate 2017, proveniente dalla Virtus Verona con la quale aveva fatto più volte ammattire l’Unione) Davis Mensah ha potuto scendere in campo con la fascia di capitano al braccio. Riconoscimento meritato per il giocatore veneto che al fischio iniziale, in assenza di Lambrughi o del senatore Granoche, aveva il maggior numero di presenze con i colori alabardati (in campionato 79 con 17 gol). Davis racconta emozionato. «Che dire, ero tanto emozionato per aver indossato la fascia di capitano di una squadra così gloriosa - sottolinea - , sono senza parole. Sono tre anni che sono a Trieste, indossarla è stata una cosa importantissima per me, significa che qualcosa ho dato a questa società”.

Triestina, nel recupero di Imola solo un pareggio


Amore che Davis vorrebbe proseguisse.

«Spero che sia stata una delle tante volte che indosserò questa fascia, chissà. Anche se forse non ho lo spirito del leader o del capitano, penso che si possa sempre imparare e mi piacerebbe molto. Guardando Lambrughi, ho imparato tanto in questi due anni, lui è il capitano vero dentro e fuori dal campo».

Nel merito della partita, c’era il rigore a favore?

«Il rigore per noi per me c’era, sembrava che io avessi spinto l’avversario ma non lo tocco mai. L’arbitro ha visto bene, anche dall’altra parte sul rigore dell’Imolese. Abbiamo provato a vincerla ma l’Imolese ci ha messo in difficoltà, è una squadra pericolosa e la posizione che hanno in classifica a mio avviso non è tanto giusta».

Dopo il passaggio al 4-3-1-2, ad Imola con il 4-3-3 era terreno fertile per le sue caratteristiche.

«Mi sono trovato abbastanza bene, anche se non ho avuto occasioni per fare male, ma in questi momenti in cui si può essere in difficoltà magari è meglio lottare su qualche pallone in più e non perderla. Piano piano sono sicuro che le prestazioni e le vittorie arriveranno, se proseguiremo con la stessa cattiveria».

Guido Roberti


 

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