De Falco: «Testini resta, Granoche cresce»
«L’uruguaiano migliorerà ancora ed è la punta che tutti i dirigenti vorrebbero ingaggiare»
TRIESTE
Il lituano Tomas Danilevicius non verrà alla Triestina. Questo, almeno, ha detto la pen’ultima giornata di apertura del calciomercato. Oggi alle 19 si chiuderà ufficialmente il periodo utile a trasferimenti, acquisti e cessioni: questa sera, dunque, l’Alabarda 2007-2008 avrà la sua fisionomia definitiva.
Quantomeno fino a gennaio. Dopo il passaggio di Fava al Bologna e il suo rifiuto di tornare a Trieste nonostante l’offerta fosse migliore (più soldi e quattro anni a fronte di tre) di quella bolognese, l’Unione aveva dirottato nelle ultime ore tutte le sue forze su Danilevicius. Il fatto che proprio i rossoblù felsinei non vogliano confermarlo, però, non pare più essere sufficiente: il giocatore, infatti, è in comproprietà con il Livorno che lo scorso anno l’aveva girato in Emilia a stagione in corso. Proprio i labronici sono diventati l’ostacolo principale al trasferimento della punta alla Triestina: il presidente dei toscani, Aldo Spinelli, lo ha ripreso con sé. «Credo possa cambiare poco l’ultimo giorno – ha spiegato il direttore sportivo della Triestina, Franco De Falco, raggiunto telefonicamente a Milano - anche se non si sa mai.
Noi per prima cosa tenteremo di trovare una soluzione per le cessioni di Groppi e De Agostini. Per quanto riguarda gli attaccanti li cercano tutti e sembra non li abbia nessuno. Concludere delle operazioni tanto per farle non ha senso e, inoltre, non vogliamo si creino problemi nello spogliatoio. Testini? Abbiamo già detto di no al Chievo che ce lo aveva chiesto». Tuttavia, per l’esterno umbro gli estimatori non mancano: all’elenco si è aggiunto pure il Piacenza. L’Alabarda si è fatta viva con il Torino chiedendo un difensore fra Melara e Cioffi, ma nessuno dei due è disposto a scendere in serie B.
Oggi, dunque, si attendono gli ultimi botti e chissà che pure la Triestina non si trovi a fare il colpaccio in extremis. Intanto, De Falco si gode la buona prestazione fornita dalla squadra mercoledì sera contro il Catania in coppa Italia: «Specie nel primo tempo i ragazzi si sono comportati bene, Granoche in particolare mi è piaciuto molto. È la punta che di solito un dirigente cerca, uno capace di far giocare e salire la squadra. Non bisogna dargli troppe responsabilità, deve poter crescere con calma, ma ora può solo progredire. Ha dimostrato di valere, di avere il gol nel sangue: dopo aver segnato al Messina, col Catania l’ha fermato la traversa.
È una presenza costante in area di rigore. Se può essere lui a risolvere i problemi realizzativi palesati nel campionato passato? Lui e Della Rocca possono essere la soluzione giusta – continua De Falco - con loro ci sono poi tante seconde punte che ogni anno hanno fatto sei-sette reti. Questo dicono i loro curricula. È chiaro che ci vuole pure un pizzico di buona sorte. Sulla carta i gol li abbiamo». Al momento, a preoccupare il ds sono altre cose: «Abbiamo giocato alla pari contro una squadra di A, pur con tanti assenti: Sedivec, Antonelli, Allegretti, Della Rocca e Kalambay, tutti elementi importanti. L’eliminazione non fa piacere, si è speso tanto e a Verona non saremo nelle condizioni migliori. Ma un tentativo andava fatto, anche perché qualificandoci avremmo affrontato il Milan. Maran ha messo in campo la squadra migliore possibile. Adesso, confidiamo di risolvere i vari problemi fisici prima possibile».
Dall’infermeria, comunque, giungono buone notizie: Sgrigna sembra soffrire solo di un affaticamento muscolare, ma le sue condizioni verranno verificate ulteriormente oggi. Per la sfida col Chievo, resta in dubbio capitan Allegretti e non ci saranno di certo ancora Antonelli, Sedivec, Della Rocca e Kalambay. I primi due riprenderanno a lavorare con il gruppo la prossima settimana, l’ex bolognese tra una decina di giorni e l’esterno a fine mese. Questa mattina gli alabardati effettueranno un’ultima seduta di allenamento allo stadio Rocco, prima della partenza per Verona.
Matteo Unterweger
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