Deangeli e Schina protagonisti in Coppa

TRIESTE
Una cavalcata arrestatasi a un passo dal traguardo finale per l'Apu Old Wild West Udine, sconfitta nella finale di Coppa Italia dall'ambiziosa Napoli di Pino Sacripanti. Ci hanno creduto i friulani, autori di un cammino notevole che li ha visti superare l'Unieuro Forlì nei quarti, bissare il successo in semifinale contro Scafati per poi volare nel primo tempo di una finale che sembrava poter sorridere ai colori bianconeri.
Udine si è arresa solo nei minuti decisivi della combattuta finale sotto i colpi di un grande Mayo e dell'ex Alma Jordan Parks ma tra i suoi protagonisti nelle final eight di Cervia ha trovato la giovane coppia formata da Lodovico Deangeli e Matteo Schina, ragazzi che hanno trovato grande spazio nel corso delle sfide ripagando a suon di prestazioni la fiducia concessa loro da coach Matteo Boniciolli. DEangeli è stato premiato come miglior giovane.
«Siamo arrivati a Cervia un po' da underdog - sottolinea Deangeli - contro avversarie che nel roster e nelle ambizioni partivano certamente favorite rispetto a noi. Siamo stati bravi, abbiamo giocato bene e con personalità anche se ci è rimasta l'amarezza di aver visto festeggiare gli altri. Resta tutto quanto di buono abbiamo fatto, una crescita di squadra che ci portiamo con noi per le prossime fasi della stagione. Mancano la fase a orologio e i ply-off, visto che ride bene chi ride ultimo vedremo chi riderà a giugno. Dal punto di vista personale credo di aver disputato una discreta Coppa Italia, niente di eccelso, spero di essere stato utile alla squadra».
Chi ha sorpreso per carattere e personalità è stato Matteo Schina, alla sua prima vera grande vetrina, decisivo contro Forlì e Scafati e in grado di dare un consistente apporto anche nella finale. «Usciamo da questa competizione amareggiati - sottolinea Matteo - perchè arrivare secondi naturalmente non ci può bastare. Siamo consapevoli, però, del lavoro che abbiamo fatto e che continuando su questa strada potremo raccogliere i frutti del lavoro quotidiano che stiamo svolgendo. La finale ci ha visto tenere in mano le redini della partita per un tempo abbondante poi la loro aggressività e qualche fischio forse un po' contestabile ci hanno messo in difficoltà. Nella seconda metà Napoli ha dimostrato di avere qualcosa in più a livello fisico poi Mayo ci ha messo in grossa difficoltà nella gestione del pick&roll. Personalmente sono contento, credo di aver aiutato la squadra e di aver dato quello che serviva in campo nei momenti in cui sono stato chiamato in causa». —
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