«Dubbi sulla regolarità del raddoppio»

L’allenatore Franti: «Ma ce la siamo giocata sino alla fine»

GRADISCA. Idealmente è stato quasi un passaggio di consegne. Monfalcone compie tre passi fondamentali verso la D proprio al “Colaussi”, lo stadio che quella categoria l’ha assaggiata per un decennio e l’ha persino vinta. Storie di un esaltante passato che probabilmente non tornerà, ma all’Itala San Marco si godono comunque i frutti di una stagione partita nell’anonimato e che invece ha fornito importanti conferme sulla bontà del progetto tecnico affidato a Fabio Franti. Lui, il trainer, si toglie il cappello al cospetto dei “cugini” ma rivendica la bontà della prestazione dei suoi.

«Il Monfalcone ci ha fatto male nei momenti importanti del match - afferma -. Sapevamo che non ci avrebbero perdonato il minimo errore e così purtroppo è stato. Io ho visto ad ogni modo un primo tempo molto equilibrato, nel quale stavamo concedendo poco ai nostri avversari. Abbiamo iniziato la gara con l’attenzione che avevo chiesto ai miei. Poi è venuto quel disimpegno sbagliato e lì le cose per noi si sono messe diversamente. Ci è mancata un po’ di precisione, ma le nostre occasioni per riaprirla le abbiamo avute».

Ha dei dubbi, Franti, sulla regolarità del secondo gol.

«Forse Bardini era in offside, perlomeno la mia sensazione è stata questa. Ma poco cambia. Sicuramente – riflette Franti – avremmo meritato una partita più aperta. Se avessimo chiuso il primo tempo sotto di una rete, o se quella legnata di Savic non si fosse stampata all’incrocio, forse avremmo preso coraggio e continuato a dare loro fastidio. Voglio fare una menzione speciale per questo ragazzo del ’96. Ad ogni modo – chiarisce il trainer foglianino – per me la prestazione della squadra è stata, al di là del risultato, assolutamente in linea con i nostri recenti progressi. Ed è per questo che ho detto ai miei che voglio vedere questo atteggiamento nelle ultime due gare». (lu.mu.)

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