E la Miramar Family diventa un test della prova costume

TRIESTE. Forse stanchi e magari accaldati ma di certo divertiti quanto partecipi all’evento. Nessun dubbio sulla riuscita della Miramar Family, la non competitiva che ha radunato 5904 iscritti, una presenza niente male incoraggiata anche da un clima quasi ideale, soleggiato, privo di umidità e solo a tratti turbato da qualche nube in transito. Il copione della Family quindi funziona sempre e riporta sulle strade di Trieste, nei 7 chilometri tra Miramare e piazza Unità il placido senso del partecipare senza dover necessariamente competere, trovando così l’agio della massima libertà nella andatura, nello stile e nell’approccio.
In realtà però uno spiraglio alla competizione, sia pur minima, alla fine è emerso. La Family si è tradotta infatti anche nella gara sociale del Cus Trieste (Centro universitario sportivo) animata da una trentina di tesserati e vinta secondo pronostico da Marco Milosevic, classe 1994, studente di origine serba all’ultimo anno di Ingegneria elettronica, traguardo che lo condurrà probabilmente poi a correre in altri lidi. Di un vago retaggio storico il nome del secondo classificato della speciale classifica Cus, ovvero uno stremato Rodolfo Svara, 40 anni, nipote di Nereo Svara, atleta di rango nei 110 ostacoli a cavallo degli anni ’50 e ’60, specialità che lo portò a gareggiare anche alle Olimpiadi di Roma nel 1960.
La Miramar Family è insomma un “contenitore” aperto a tutto. Il podio qui è solo virtuale ma in fondo tutti strizzano l’occhio al cronometro, vedi lo sprint piuttosto efficace prodotto dalla giovanissima Alice Severi, giunta per prima (e in solitaria) al traguardo della Miramar Family: «Sono una praticante di Ginnastica Artistica e correre mi diverte, tutto qui - ha spiegato la ginnasta, giunta in piazza Unità quasi in scioltezza e senza accusare segni di affaticamento -. Se ho corso sin dall’inizio? Beh, in pratica sì - ha aggiunto ridendo - ma ciò che conta qui è divertirsi e per me è stato così».
Dalla “freschezza” di Alice Severi agli applausi tributati a Leonardo Tamburini, 49 anni, approdato nel cuore di piazza Unità lavorando di cuore e muscoli per spingere la sua carrozzina: «Ci ho messo quasi 35 minuti, non male - ha affermato all’arrivo -. È andata bene in quanto ce la metto sempre tutta, e lo faccio perché corro sempre contro me stesso...». Sulla soglia dei 50 anni anche la signora Isabella, convinta sostenitrice della corsa quale rimedio propedeutico ai timori della prova bikini, test oramai alle porte prima della ribalta a Barcola e dintorni: «Dicono che si dimagrisce anche camminando - ha affermato con un filo di voce all’arrivo -: voglio vedere quanto ho smaltito in 7 km. Il problema vero è non festeggiare troppo a pranzo...».
Tra i colori della Miramar Family emerge infine una storiella singolare. È quella del piccolo Francesco, 13 anni, imbarcatosi in una domenica dai tratti in qualche modo epici, anzi, artistici, di certo indimenticabili. Due infatti i momenti vissuti da protagonista, prima con la partecipazione in solitaria alla non competitiva e poi, una volta accolto in piazza Unità da papà Lucio, altra corsa verso il Teatro romano, dove lo attendeva il set di una visita guidata drammatizzata allestita dalla scuola Corsi all’interno del progetto nazionale “La scuola adotta un monumento”, format che prevede la spiegazione al pubblico di sedi storiche e monumenti utilizzando accenti teatrali, anche plurilinguistici. A Francesco spettava l’esposizione in francese e pare che durante la Miramar Family sia anche riuscito a ripassare la parte... Quando lo sport è veramente utile e non solo dilettevole.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








