È una Triestina che gioca ma spreca Il pari con il Tabor è firmato da Gomez

TRIESTE
Terza amichevole (al netto di quella di Auronzo con la Lazio) e terza buona prestazione dell’Unione che pareggia per 1-1 con il Tabor Sezana davanti a qualche centinaio di supporter al Rocco. Del trittico sloveno quella carsolina è senz’altro la formazione più quadrata e lo fa vedere soprattutto nella prima frazione. Poi nella ripresa, dopo il vantaggio immediato degli ospiti, si vede la Triestina a trazione anteriore capace di costruire tante palle gol ma di trasformarne una soltanto con il solito Gomez. Ecco, se c’è una linea che attraversa tutta la preseason alabardata è quella di una squadra di buona tenuta atletica (gioca con ritmi maggiori nella ripresa), molto manovriera e capace di creare tanto ma poco incisiva vicino alla porta. Siamo ancora appunto nella fase di preparazione anche se i primi impegni ufficiali sono alle porte: quello meno magari meno sentito mercoledì a Potenza in Coppa Italia e poi domenica 27 al Rocco (senza pubblico) contro il Matelica.
Il tempo per migliorare non manca ma è anche vero che una squadra modellata su palleggio e su manovre articolate può portarsi dietro una certa disaffezione alla conclusione specie negli esterni. E così è successo nella ripresa dopo un primo tempo combattuto a centrocampo e con poco spazio per le sciabolate di Lodi, anche se con una buona propensione al pressing alto della Triestina.
Prima frazione dunque con emozioni solo nella parte finale grazie a un guizzo di Procaccio ben parato da Koprivec e poi da un pallonetto leggermente impreciso di Lodi.
E proprio questi due giocatori hanno messo un pizzico di pepe nella ripresa nella quale il Sezana avrà anche allentato la morsa ma è anche stato costretto dal a Triestina nella sua metà campo. Perché dopo la rete del vantaggio ospite al 1’ di Agnoletti con difesa presa d’infilata, Procaccio è stato provato da mezzala, con l’ingresso di Di Massimo per Giorico mentre Lodi è salito in cattedra con lanci smarcanti al bacio per Di Massimo e il solito guizzante Sarno. Di ottima fattura l’azione che porta alla rete del pareggio: palla filtrante morbida di Lodi per la torsione di Di Massimo al quale si oppone il portiere ma Gomez è freddo in area ad infilare la porta (6’). Ancora Lodi sfrutta la progressione di Di Massimo che al momento della conclusione si perde al 13’ e (e lo stesso succederò alla mezzora) mentre al 16’ Sarno conclude in porta ma sull’estremo difensore ospite. Nell’Unione rispetto alla prima frazione lavorano di più in progressione i terzini Brivio e Rapisarda. E questo fa bene alla manovra anche se crea qualche buco che non sempre Rizzo può coprire. Si chiude con l’ingresso di Granoche e con la soddisfazione per Ligi e Struna di calcare per la prima volta il prato del Rocco. Applausi per tutti. Tra poco più di una settimana contro il Matelica servirà più concretezza. Ma quella sarà un’altra storia. —
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