Ecco Neeld, arriva dal Messico il tecnico della Trieste Tuffi

Chiusa dopo tre stagioni l’esperienza con lo spagnolo Emilio Vidal Ratia L’allenatore centramericano negli ultimi anni ha lavorato a Montecarlo



Alla Trieste Tuffi si volta pagina. Dopo tre anni si chiude la collaborazione con il tecnico spagnolo Emilio Vidal Ratia. Ma in piscina si continuerà a parlare spagnolo: arriva infatti il tecnico messicano John Neeld, già impegnato con la sua nazionale (e si sa quanto alto sia il livello di popolarità dei tuffi in Messico) e fino alle scorse settimane (sin dal 2010) a Montecarlo come responsabile tuffi della Federnuoto monegasca.

«Dopo tre anni di collaborazione con Emilio Vidal Ratia, la società ha deciso di cambiare strada per cercare nuovi stimoli» spiega Fulvio Belsasso, presidente della Trieste Tuffi. Per una serie di circostanze (a iniziare dalla chiusura della piscina di Montecarlo per effettuare una serie di lavori di ristrutturazione) si è combinata da una parte la necessità del club triestino di trovare un nuovo tecnico e da parte di John Neeld di accasarsi in una società in Europa. «E così dal primo settembre John inizierà a lavorare con noi a Trieste» spiega Belsasso, che ieri ha presentato ufficialmente il nuovo tecnico, presente anche Claudio Leone, già azzurro di tuffi e oggi allenatore della Blue 2006 di Torino, società con la quale la Trieste Tuffi spesso collabora.

Neeld è stato l’allenatore di Paola Espinosa, la tuffatrice messicana bronzo dalla piattaforma a Pechino 2008. A Montecarlo invece ha allenato tra gli altri anche la figlia di Stephanie, Pauline. «Ma alla fine della stagione - spiega lui - ho deciso di non proseguire il lavoro nel Principato». Da qui l’accordo raggiunto con la Trieste Tuffi: «Qua a Trieste - dice Neeld - ho trovato un impianto davvero completo nel quale è possibile lavorare molto bene».

Ecco, lavorare. Nel colloquio avuto con il nuovo tecnico del club guidato da Fulvio Belsasso è proprio la parola “lavorare” quella che più si ripete. «Io vengo dal Messico, dove i tuffi sono il secondo sport nazionale. E determinati risultati si ottengono soltanto con il lavoro quotidiano». Neeld ha già conosciuto alcuni degli agonisti della Trieste Tuffi, compreso Gabriele Auber, l’atleta triestino che, con il doppio tesseramento con la Marina Militare, si è trasferito a Roma ma potrebbe nella prossima stagione tornare nella sua Trieste. E conosce bene anche Alessandro De Rose, l’unico atleta italiano dei tuffi dalle grandi altezze, tesserato proprio con la Trieste Tuffi: per quanto lo riguarda però il programma di lavoro in allenamento, così come avvenuto anche negli ultimi due anni, sarà sotto la regia diretta degli organi tecnici federali.

Ma come vede Neeld lo stato di salute del mondo dei tuffi in Italia, un mondo che non ha brillato particolarmente all’ultimo Europeo di Kiev con due sole medaglie: l’oro della triestina Noemi Batki in coppia con Chiara Pellacani nel sincro dalla piattaforma e il bronzo di Lorenzo Marsaglia dal metro. «Il movimento italiano dei tuffi viene da oltre una decina di anni di ottimo lavoro, il che ha portato a un ottimo potenziale a livello europeo - aggiunge ancora Neeld -. L’importante è lavorare, lavorare e lavorare per raggiungere quel qualcosa che ancora manca, per fare l’ultimo salto necessario per una consacrazione definitiva».

Lavorare, lavorare, lavorare. E lui ha scelto di lavorare con la Trieste Tuffi per far crescere ulteriormente il movimento in città. —



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