Elia Viviani sogna la prima maglia «A Bruxelles un’occasione unica»

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«Certo, il sogno è di vestirsi subito di giallo». Elia Viviani non ha mezze misure. Ha già iniziato lo sprint forse più lungo della sua carriera su strada il 29enne veronese della belga Deceuninck-Quick Step. Perché, volate in serie nel velodromo olimpico di Rio tre anni fa che gli portarono un oro stratosferico nell’Omnium a parte, l’ex campione d’Italia sabato davvero si gioca molto. La sua squadra, che per ora gli ha fatto un’offerta di rinnovo di contratto che non lo soddisfa, è belga, si corre lassù per onorare sua maestà Merckx, il Giro d’Italia da dimenticare, ma le due zampate al Giro di Svizzera gli hanno dato la carica giusta. «E i campionati italiani mi hanno tolto la maglia tricolore - aggiunge - perché il circuito non mi si addiceva, ma mi ha dato un bel po’ di compagni di squadra in forma o addirittura campioni, come il mio “pilota nel treno” Morkov in Danimarca». Rivali? Il veronese ne indica su tutti due Dylan Groenewegen (Jumbo Visma) e Caleb Ewan, l’australiano che ha lasciato già il segno al Giro e che corre per un’altra squadra sabato motivatissima come la belga Lotto.
«Sagan è più per volate ristrette o dall’arrivo all’insù - continua -. Sono concentratissimo perché mi gioco la grande possibilità di indossare una maglia da sogno. Se non ci riuscirò cercherò di sfruttare le altre volate. Voglio arrivare fino a Parigi e disputare anche la volata sui Campi Elisi: chissà che non riesca a vincere il primo e l’ultimo sprint del Tour». Non ci sarà lo sprinter del decennio, Marc Cavendish (Dimension): non accadeva dal 2017
La corsa alla maglia gialla di Parigi? Viviani ha fiutato l’aria al Giro di Svizzera, è uno dei punti di riferimento in gruppo. Va sul sicuro. «Il Team Ineos è una corazzata e alla fine uscirà la gioventù e la forza di un fuoriclasse come Bernal». E l’amico Nibali? Viviani lo esorta: «Ci deve credere, può lottare per un posto sul podio e vincere, ha la forza e la classe per farlo. Ha la grande occasione di fare il bis in Francia».
Fin qui Viviani, eppure in questa edizione, diversamente dalle ultime, la pattuglia tricolore è agguerrita. Fabio Aru (Uae) ha completato, iscrivendosi alla Grande Boucle, una rincorsa poderosa al club dei big dopo l’intervento alla gamba in marzo. L’obiettivo è lasciare un segno, seme prezioso per la definitiva rinascita. Poi un tris d’assi: il re delle Fiandre Alberto Bettiol (Ef), il campione d’Europa Matteo Trentin (Mitchelton) e “l’uomo delle fughe” Alessandro De Marchi (Ccc) per le tappe. E c’è curiosità per vedere oltralpe la bella sorpresa del Giro d’Italia Giulio Ciccone (Trek Segafredo). —
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