«Elmore è un bravo ragazzo e non è solo un realizzatore»

Il primo tassello della nuova Trieste arriva da Charleston, West Virginia. Si chiama Jon Elmore, play-maker con licenza di far canestro uscito quest'anno dalla Marshall University al termine di un percorso di studi che gli ha consentito di mettersi in mostra. Non a caso Pesaro lo ha corteggiato per settimane: le referenze raccolte sul giocatore raccontano di un ragazzo estremamente posato con tanta pallacanestro e pochi grilli per la testa. L'identikit perfetto per l'ambiente biancorosso che di bravi ragazzi, in questi ultimi anni, ne ha visti passare parecchi. Proprio uno di questi, Javonte Green, è nato e cresciuto non distante da Charleston e, nel corso della Summer League disputata assieme a Elmore con la maglia di Boston, potrebbe aver dato una spinta decisiva alla scelta del giovane Jon. Sia come sia, Trieste dimostra fiducia e scommette forte sulle qualità del giocatore: l'1+1 firmato nei giorni scorsi conferma l'intenzione della società di intraprendere un percorso comune. «La scelta- spiega il team manager Marco De Benedetto- sottolinea una reciproca volontà di stabilità. Se tutto andrà bene potremo godere dei frutti di questo rapporto anche nella prossima stagione». Ma che giocatore arriva a Trieste pronto a mettersi a disposizione di coach Dalmasson? «Con un’università di medio livello ma grande tradizione- prosegue De Benedetto- Jon è arrivato fino al torneo finale NCAA dove ha continuato a fare quello che sa far meglio, ovvero canestro. Non è solo un realizzatore, è molto di più. Arriva dal West Virginia, ha origini irlandesi ed è stato allenato da Dan D’Antoni, fratello di Mike. C’è tanta tradizione nella storia sportiva della sua famiglia e Jon si è approcciato molto bene ai provini predraft ed alla Summer League. Possiamo dire che arriva in un contesto completamente differente da quello al quale era abituato ma che, per la passione che si vive a Trieste, ha scelto probabilmente il posto ideale per iniziare la sua avventura da professionista». Da valutare il suo ruolo in campo. In fase di presentazione è stata sottolineata la capacità del giocatore di giostrare da play e da guardia, un aspetto che potrebbe essere un valore aggiunto nella prossima stagione.
«L’idea di dare un’identità precisa al ruolo occupato in campo è sempre importante ma, allo stesso tempo, nel basket di oggi non puoi fare a meno di essere versatile- conclude De Benedetto-. Per Elmore si tratta di una grossa occasione di dimostrarsi un vero playmaker, in un contesto più complesso rispetto a quello del college, ma questo non vuol dire che non possa anche essere affiancato da Fernandez, il che ci permetterebbe di essere molto imprevedibili a livello di soluzioni e di abilità nel ball handling». —
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