Esordio perfetto al Chiarbola «Bel gioco senza spendere» San Luigi ok, ma vuole di più

I biancocelesti battendo il Brian di Luigino Sandrin hanno stupito un po’ tutti nel primo turno, bene anche i biancoverdi che però sono ancora in fase di crescita

TRIESTE

La grande sorpresa di tutto il primo turno della Coppa Italia di Eccellenza arriva da Trieste. Da Domio, per esattezza, dove il Chiarbola Ponziana è momentaneamente ospite. In attesa di essere (ancora) ospite sul rinnovato prato sintetico di via Locchi.

Pur non avendo un campo a 11 a propria disposizione – il sogno si chiama “Giorgio Ferrini” – i biancocelesti continuano a stupire. Forse grazie a tre ingredienti: gruppo coeso, mister ambizioso, società solida. Alla sua prima storica partita nel massimo campionato regionale, l’undici schierato da Mario Campaner non si è fatto assolutamente intimidire. Tutt’altro. E pensare che davanti non c’era una squadra qualunque.

«Prima dell’inizio della partita ho bevuto un caffè con Luigino Sandrin e davanti al loro viceallenatore, Lorenzo Stefani, gli ho chiesto gentilmente: “Non segnateci più di 8 reti, per favore”. Questo credo possa dare l’idea di come fossimo senza aspettative e allo stesso tempo sereni. Battere il Brian Lignano è stato qualcosa davvero di sensazionale per noi, matricola dell’Eccellenza».

Le parole di Roberto Nordici, il presidente del Chiarbola Ponziana, dicono già tutto. Il 2-1 in rimonta al potente team friulano non è frutto del caso. «Qui i ragazzi ci mettono passione. Lo staff anche. E sapete una cosa? Noi siamo la prova concreta che i quattrini tra i Dilettanti non fanno la differenza. Basta avere un progetto, serio. E lavorare. Tanto».

Chi all’esordio ha vinto è anche il San Luigi. Un netto e inequivocabile 5-0 al Primorec 1966. «I nomi visti in campo negli avversari sono quelli che l’anno scorso militavano col Primorec in Seconda Categoria. Troppo grande il divario». Il direttore sportivo dei biancoverdi Maurizio Cespa trova anzi, giustamente, i nei del match disputato in via Felluga. «Siamo rimasti fermi per troppi mesi, un fattore che peraltro vale per tutti. Quindi è chiaro che siamo ancora piuttosto impacciati e che mi aspetto un miglioramento nella fluidità della manovra di gioco».

Quando gli ricordiamo che c’erano degli assenti illustri – Ciriello (botta al tallone), Bertoni (motivi famigliari) e Cottiga (squalificato) – il ds è perentorio: «Abbiamo una rosa ampia e valida. Abbiamo tanto da lavorare, questo è il fatto. Ma sono molto sereno perché abbiamo una squadra mediamente più giovane rispetto lo scorso anno. L avoglia di migliorare, certo, non mancherà».

L’unica squadra triestina che non può certo gioire dall’esordio in Coppa è il Primorec 1966.

«Ci stiamo ancora leccando le ferite, non posso nasconderlo. Sicuramente il San Luigi è superiore a noi, ma noi non siamo quelli visti in via Felluga». Vincenzo De Sio, tecnico dei biancorossi di Trebiciano – come il Chiarbola Ponziana, al battesimo assoluto in Eccellenza – analizza la manita incassata dal Sanlu. «Ho visto i ragazzi intimoriti nell’affrontare la nuova categoria. Sono entrati in campo contratti. Poi nel primo tempo se fossimo riusciti a segnare nel finale avremmo potuto riapriere il match (era 2-0 per il Sanlu, ndr). Inoltre i due infortuni di De Leo, lieve distorsione, e Brasca, contrattura al flessore della gamba, ci hanno tagliato ogni possibilità di recuperare. Pazienza». —



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