Giacomelli arbitrerà fino al 2023 «Per me è come una seconda vita»

TRIESTE
«Può sembrare strano, ma è un po’ come rinascere: da un momento all’altro mi si è spalancata davanti una seconda vita da arbitro».
Ci sperava tanto. Alla fine “il miracolo” è accaduto. Piero Giacomelli, l’unica giacchetta nera di serie A di Trieste (e del Friuli Venezia Giulia), non appenderà il fischietto al chiodo. L’Associazione italiana arbitri ha comunicato ieri una serie di disposizioni tra cui quella più attesa dall’arbitro triestino: la deroga per poter continuare ad arbitrare.
I dettagli li svela lo stesso Giacomelli: «Potrò arbitrare, se non ci saranno intoppi, per altre tre stagioni agonistiche, ossia sino a quando compirò 45 anni, tetto del limite massimo di fronte al quale non ci saranno più deroghe. Sensazioni? Un misto tra gioia e orgoglio».
La gioia è scontata. Ad inizio agosto Giacomelli aveva dichiarato al Piccolo tutta la sua speranza nel non dover interrompere la sua carriera. Una interruzione dettata, per regolamento, dal limite di permanenza in A, ossia otto stagioni (per chi non ha lo status di internazionale). Un regolamento che ieri l’Aia ha deciso di cancellare creando dunque le basi per il prosieguo della carriera sia di Giacomelli che dell’altro arbitro di A che avrebbe dovuto ripiegare nel cassetto i cartellini, ossia il teramano Gianpaolo Calvarese.
Ma oltre alla gioia c’è anche tanto orgoglio. Terminato il lockdown, alla ripresa del massimo campionato il fischietto triestino era stato chiamato in causa per dirigere la maggior parte degli incontri di cartello per l’assegnazione di scudetto, posti in Europa e mantenimento della categoria. Un attestato di stima e fiducia piuttosto netto giunto dai vertici nazionali che evidentemente, una volta ripagato sul campo, ha contribuito nella scelta di non mandarlo in pensione (in realtà per Giacomelli si parlava già di un posto alla Var) a neanche 42 anni compiuti.
«Durante il lockdown ho continuato ad allenarmi, quotidianamente. Anche questo credo che mi abbia aiutato ad essere in forma quando si è ritornati al calcio giocato. Anche adesso non ho mollato nulla perché speravo davvero di poter tornare sui campi di A».
Tra una decina di giorni gli arbitri italiani, che (e questa è la grande novità emersa ieri) da questa stagione sono stati riuniti in una Can unificata di A e B, si raduneranno a Sportilia, nell’Appennino tosco-romagnolo, per prepararsi al meglio in visto dell’oramai imminente inizio del nuovo campionato.
«Con l’unificazione degli arbitri potrà capitarmi la direzione di match importanti di serie B - conclude Giacomelli – uno stimolo in più per tornare in campo e dare, come sempre, il massimo con la consapevolezza di avere davanti a me un’opportunità che oramai sembrava impossibile». —
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