Giro d’Italia, il Nord Est si prepara allo show: attesa per il tappone tra Dolomiti e Friuli
Da giovedì a sabato Pieve di Soligo, Alleghe e Piancavallo tra battaglie per la rosa e omaggio alla storia. Il passaggio nei paesi colpita dal sisma di cinquant’anni fa

Giro d’Italia a Nord Est: meno 6 giorni. La corsa rosa è a Ovest, week-end chiave per due motivi: a Pila, sabato 23 maggio, Jonas Vingegaard è atteso alla terza vittoria in una tappa con arrivo in salita e soprattutto alla prima maglia rosa indossata in carriera. Certo, la corsa è corsa, ma il livello di questo Giro finora ha detto questo: il danese, due volte re del Tour, è il più forte quando la strada sale all’insù.
Ma onore al portoghese della Bahrain Afonso Eulalio, è in maglia rosa da una settimana, la sta tenendo con le unghie e con i denti. Pila e poi Milano, domenica 24 maggio, per avere una vittoria di un corridore del Nord Est bisogna tifare, nella attesissima volata di corso Venezia, una delle poche in questo Giro, Jonathan Milan.
Il friulano della Lidl Treek non ha centrato il successo nei due sprint in Bulgaria, battuto sempre dalla maglia ciclamino Paul Magnier, a Napoli come il rivale è finito a terra poi tanta fatica e nessuna volata. Domenica si vedrà. Martedì 26 maggio dopo il giorno di riposo la tappa di Cari in Svizzera, altro arrivo in salita, darà un’altra assestata alla classifica. E poi via verso Est.
Ca’ del Poggio prima di Pieve di Soligo
Mercoledì 27 maggio la Cassano d’Adda-Andalo sarà la classica frazione lunga (200 km) adatta ai fuggitivi di giornata. Poi ecco il gran finale tra Veneto e Friuli. Saranno in migliaia i tifosi sulle strade della Fai della Paganella-Pieve di Soligo giovedì 28 maggio. In 171 km tanto spettacolo, perché dopo la Valsugana e le scale di Primolano (dove Fausto Coppi, urtato da un corridore, cadde al Giro 1950 e si ruppe il bacino mandando in fumo tutta la stagione) e il Feltrino, la corsa irromperà nel Trevigiano.
Volatona a Pieve di Soligo? Difficile accada anche qui per i velocisti, perché 10 km prima dell’arrivo è previsto l’ennesimo passaggio a Cà del Poggio, ormai muro iconico per i ciclisti non solo del Nord Est. Poco più di un km a oltre l’11 per cento di pendenza media.
Al solito lassù ci sarà Festa Rosa, aperta a tutti gli appassionati, che promette di rinnovare le emozioni degli ultimi transiti dei corridori sull’iconica ascesa tra i vigneti. Una cornice stimata in ventimila persone sia nel 2024 che nel 2025.
In attesa del passaggio della tappa, la salita di San Pietro di Feletto si arricchirà così di stand enogastronomici gestiti dalle associazioni del territorio, della musica dei deejay di Radio Company, media partner dell’evento, della simpatia della mascotte Poggy, di grandi ospiti del mondo dello sport e dello spettacolo e di testimonial d’eccezione.
La carovana pubblicitaria del Giro d’Italia è attesa sul Muro attorno alle 15.30, poco dopo il passaggio del Giro-E. Il passaggio della tappa avverrà invece attorno alle 17. L’accesso sul Muro sarà come sempre libero, con ampi parcheggi ai piedi della salita. Previsti anche due maxi-schermi con la diretta della tappa.
Il passaggio del Giro d’Italia sul Muro di Ca’ di Poggio sarà anche un’occasione di solidarietà, con una raccolta di fondi a favore di tre importanti realtà: il centro trapianti di midollo osseo dell’unità operativa complessa di ematologia dell’ospedale Ca’ Foncello, il progetto “New School” che ha come fine la realizzazione di un nuovo edificio scolastico in Cambogia e il progetto “Forza non è violenza”, un’iniziativa di sensibilizzazione contro la violenza di genere, sviluppata attraverso il linguaggio dello sport e il coinvolgimento delle realtà sportive del territorio.
Anche quest’anno la Grande Festa Rosa tra le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, riconosciute Patrimonio Mondiale dell’Unesco, è dunque pronta a riproporsi nella cornice di quella che ormai può essere considerata tra le salite più classiche del Giro d’Italia. E in serata pure il concerto del chitarrista di Vasco Rossi Maurizio Solieri.
Vendrame ko, Milan tenta l’impresa
Sul piano tecnico la tappa era disegnata apposta per il corridore della Jayco, Andrea Vendrame. Un forte corridore della Marca che preparava l’assalto al Muro di Cà del Poggio da mesi. Peccato che la caduta nella seconda tappa in Bulgaria l’ha costretto al ritiro. Jonathan Milan può superare il Muro e giocarsi la volata due giorni prima del passaggio nel suo Friuli? Durissima, quelle pendenze faranno male.
Il tappone dolomitico che può decidere il Giro
Venerdì 29 maggio la frazione numero 19 è semplicemente la più attesa di questa corsa rosa. I km da Feltre ai Piani di Pezzè sopra Alleghe saranno 151.
Le salite da urlo: Passo Duran (12 km all’8,2% di pendenza media), la salita di Coi, deviazione della Forcella Staulanza, già assaggiata nella corsa rosa del 2023, con i suoi 6 km a oltre l’8%; la stessa Forcella Staulanza, 6 km a 6,7 di pendenza media e poi il Passo Giau, con i suoi 2.236 metri sul livello del mare la Cima Coppi di questo Giro d’Italia.
Sarà il punto chiave della terribile frazione perché quel passo ha 10 km al 9,3% di pendenza media con punte al 14%. Quindi gran finale con il più morbido Falzarego, ma panorama da urlo, e il finale sopra Alleghe dove Marco Pantani vinse al Giro dilettanti del 1992, 5 km a quasi il 10 per cento di pendenza media, roba, se non l’avevate già capito, da far grande gole a Vingegaard che lassù potrebbe, se non l’avesse già fatto, blindare la sua prima corsa rosa.
Il Giro omaggia il Friuli del terremoto
E’ vero, tecnicamente, la ventesima e penultima tappa con la doppia scalata finale al Piancavallo (14 km al 7,8% per cento di pendenza media, ma punte anche al 14% nella prima parte) potrebbe ancora dire tanto, insomma se i giochi non fossero ancora fatti (dubitiamo, il danese in salita è nettamente il più forte finora), ma è dal punto di vista emotivo che la frazione tutta friulana dirà molto.
La prima parte della tappa di 200 km, infatti, si correrà nei paesi distrutti e poi rinati con una mirabile opera di ricostruzione, che ha visto come protagonista la gente e gli enti locali, dal terremoto di 50 anni fa. La partenza sarà data alle 10.45 dalla Caserma Goi Pantanali di Gemona, proprio dove quel 6 maggio del 1976 morirono 29 alpini a causa della prima lunghissima e terribile scossa.
Poi omaggio del gruppo di fronte al cimitero dove sono sepolte le 440 vittime che ebbe il centro pedemontano, simbolo di distruzione e rinascita, e via nei paesi rinati. Venzone, Artegna, Montenars, Magnano in Riviera, Buja, Majano, Vito d’Asio, Clauzetto, centri abitati che evocano quel dramma, ma anche il modo unico, forse inimitabile e comunque entrato nella storia, che ebbe un popolo per rinascere e proiettarsi nel futuro.
Il Giro d’Italia del 1977 omaggiò quella gente con una semitappa che arrivò a Gemona tra le macerie. Poi la corsa ripartì verso Conegliano. Tornò a Gemona con un arrivo di tappa nel 2006, nel ventennale del sisma, e ospitò nel 204 anche la partenza dell’ultima tappa della corsa rosa che si concluse a Trieste. Ora ancora un omaggio al Friuli. Arrivo previsto verso le 16 a Piancavallo, dove Marco Pantani vinse in rosa al Giro del 1998.
Tre giorni di passione tra Veneto e Friuli
Poi la carovana partirà verso Roma per il gran finale di domenica 31 maggio dopo tre giorni di abbuffate di ciclismo tra Veneto e Friuli. Terre dove la bicicletta è storia e passione e il Giro una piacevole abitudine d’inizio estate.
Riproduzione riservata © Il Piccolo








