Guidolin: Udinese fuori a testa alta

UDINE
Il pericolo più subdolo per l’Udinese è ora costituito dal possibile contraccolpo psicologico all’eliminazione dalla Champions, abbinato alla ristrettezza di un organico che appare oggi come oggi inadeguato a sostenere il peso di tre competizioni (Europa League, con sorteggio dei gironi oggi a Montecarlo, campionato e coppa Italia). Ma Francesco Guidolin, facendo gli scongiuri quando gli vengono sottoposti gli esempi di Chievo e Sampdoria, precipitate in B dopo un avvio di stagione nella massima competizione internazionale, manifesta invece al proposito un’assoluta serenità.
«Siamo usciti a testa altissima contro un avversario obiettivamente più forte – sostiene l’allenatore dei friulani – e chi si era dichiarato a suo tempo soddisfatto del sorteggio che ci aveva messo di fronte all’Arsenal (ndr: palese riferimento a Pozzo junior) adesso è stato accontentato. Altri sarebbero stati gli avversari alla nostra portata ma non abbiamo avuto fortuna. Adesso riprendiamo comunque il cammino con le idee più chiare: proveremo a far bene in Europa League, e a centrare l’obiettivo dei 40 punti-salvezza in campionato».
Contro i londinesi, ammette Guidolin, la svolta è giunta dal rigore fallito da Di Natale. «Se Totò l’avesse segnato avremmo assistito a successivi venti minuti di fuoco, invece ci siamo afflosciati. Ma cosa si può dire a un giocatore che ha fatto quasi sessanta gol negli ultimi due campionati? Solo dargli una pacca sulla spalla e rincuorarlo».
Che si sia trattato di una prova difficile soprattutto per una difesa sostanzialmente improvvisata lo ammette anche lo svedese Ekstrand. «L’Arsenal, e lo sapevamo, è squadra molto veloce nelle proposizioni offensive e ogni loro giocata per noi difensori si è rivelata ad alto rischio.E le due reti subite lo dimostrano».
Ne sa qualcosa anche il portiere Handanovic, il migliore fra i friulani. «Era una partita aperta, logico quindi che i portieri si trovassero ad essere particolarmente impegnati. Certo, dopo il rigore fallito da Totò siamo crollati ma adesso dobbiamo pensare a risollevarci il morale alla svelta, perché domenica arriva al Friuli la Juve».
Edi Fabris
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