La Pallacanestro Trieste e il derby contro Udine tra restrizioni e protocolli: il tifo resta a casa

La Curva ha scelto di rinunciare ai gradoni del Carnera ma ha chiamato a raccolta la città alla partenza della squadra

Lorenzo Gatto
I tifosi della Pallacanestro Trieste a Udine nel gennaio del 2024 (foto archivio Petrussi)
I tifosi della Pallacanestro Trieste a Udine nel gennaio del 2024 (foto archivio Petrussi)

Una festa del basket trasformata in in evento svuotato della sua essenza. Sono al momento una trentina (numero in aggiornamento che si definirà sabato) i tifosi triestini che saranno presenti sugli spalti del Carnera domenica pomeriggio alle 16 per il derby che metterà di fronte Apu Udine e Pallacanestro Trieste. Un numero esiguo che stride con la passione di quella che, dati alla mano, resta la seconda tifoseria d'Italia.

Per i pochi che varcheranno i cancelli del palasport friulano, la trasferta sarà regolata da un rigido protocollo organizzativo scaturito dalla Determinazione 14/2026 dell’Onms e dalle successive disposizioni del Gos. La procedura, in questa lunga vigilia, ha imposto l’invio di una mail con tutti i dati anagrafici e prevede obblighi ferrei, con il ritrovo fissato domenica alle 13.30 per formare un unico convoglio scortato tra pullman e auto private, di cui è stato necessario comunicare preventivamente targhe e occupanti.

Pallacanestro Trieste, solo 84 i tifosi ammessi per il derby al Carnera di Udine
Ramsey nel derby vinto contro Udine lo scorso ottobre (foto Francesco Bruni)

Questa cornice di restrizioni estreme ha portato alla sofferta decisione della Curva Nord di disertare la trasferta, trasformando quella che da sempre è una sfida che tocca le corde delle emozioni in un derby senz’anima.

La scelta del tifo organizzato giuliano non è un capriccio, ma l’unica risposta possibile davanti a una gestione della pubblica sicurezza che calpesta le linee guida della Legabasket sul 10% di capienza minima per gli ospiti, palesando le ipocrisie di un sistema incapace di autoregolamentarsi. Concedere una manciata di biglietti a una tifoseria come quella triestina è un insulto al buon senso e una ferita aperta allo spirito sportivo.

Per questo la Curva ha scelto la via della dignità, rinunciando ai gradoni del Carnera ma chiamando a raccolta la città alla partenza della squadra, con l'indicazione per chi sarà presente a Udine di non esporre materiale del gruppo. Senza colori, cori e quell’antagonismo sano che accende i palazzetti, la partita diventa una sfida che certifica il fallimento di chi, non sapendo gestire la passione, preferisce la via più comoda del divieto mascherato da necessità tecnica.

Caos fuori dal campo a parte, è tempo di far parlare il parquet. Coach Taccetti prepara il colpo grosso al Carnera: vincere il derby per blindare i play-off e, soprattutto, per voltare pagina dopo cinque mesi di bocconi amari lontano dal PalaRubini. La squadra ci crede e ha fame di riscatto: l'obiettivo è cancellare le ombre dell'ultimo periodo e regalare a tutto il popolo triestino una domenica da ricordare.

Sabato, intanto, si apre la ventiseiesima giornata che propone gli anticipi in programma a Reggio Emilia e Brescia. Si apre al PalaBigi, alle 20, con il match tra Unahotels Reggio Emilia e Vanoli Cremona, dalle 20.30 al Taliercio di Mestre la Reyer Venezia sfida la Germani Brescia per salire, in attesa del match di domenica tra Virtus Bologna e San Bernardo Cantù, temporaneamente al comando della classifica.

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