I capigruppo a Cosolini «Più controlli sul Rocco» Pontrelli: «Ok al confronto»

TRIESTE. L’argomento Triestina è stato all’ordine del giorno nella conferenza dei capigruppo svoltasi ieri mattina nel Comune di Trieste. Oltre alla richiesta di una verifica più approfondita sui...

TRIESTE. L’argomento Triestina è stato all’ordine del giorno nella conferenza dei capigruppo svoltasi ieri mattina nel Comune di Trieste.

Oltre alla richiesta di una verifica più approfondita sui pagamenti per lo stadio, con la pretesa di un maggior rigore nel caso di futuri ritardi nei pagamenti, i capigruppo hanno anche richiesto un incontro urgente in tempi brevissimi con il presidente dell’Unione Triestina 2012 Pontrelli, per avere lumi sulle ultimi vicissitudini societarie, sulle possibilità di una vendita o sulla volontà di continuare nonostante la frattura ormai insanabile con la tifoseria organizzata.

Pontrelli fa sapere comunque di essere pronto a un incontro: «Sono pronto a un confronto immediato – afferma il presidente dell’Unione 2012 – per me si potrebbe fare anche giovedì. E vorrei anche la presenza del presidente del Centro di coordinamento Sergio Marassi».

Pontrelli conferma anche la volontà di vendere, ma a precise condizioni per la sua società.

«Ribadisco che mi sono stancato e voglio andare via. Ma mi aspetto che si faccia avanti qualcuno di serio, mentre finora non ho sentito nessuno. Zanmarchi? Mi ha mandato una mail che ribadisce quanto detto nel comunicato della scorsa settimana: insomma è rimasto alla posizione di tre mesi fa, che ritengo poco trasparente. In pratica non ha presentato referenze e non ha detto chi dovrebbe comprare la Triestina. Ma ribadisco: se domani arriva qualcuno di serio e ho la garanzia che la Triestina finisce in buone mani, io esco subito di corsa. Ma se nei prossimi dieci-quindici giorni non si presenta nessuno, poi mi diverto».

Nella conferenza dei capigruppo si è valutata anche la rescissione unilaterale della convenzione per lo stadio, in caso di mancata applicazione del contratto. Ma si è anche ragionato sul fatto di esaminare con grande attenzione questa ipotesi, perché un’eventualità di questo genere creerebbe molti problemi a un eventuale nuovo acquirente, che si troverebbe davanti a un’ipotesi di una convenzione a quel punto a tariffa piena e non convenzionata, come quella attuale. (a.r.)

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