I team meno ambiziosi spenderanno di meno con almeno 8-10 giovani
TRIESTE
La nuova norma delle rose a 22 giocatori (a parte un 2001 ed eventuali baby del vivaio in corso d’opera) apre anche un’altra grande problematica in serie C. Se è vero che Triestina, Padova o altre squadre che puntano in alto e hanno grandi ambizioni, cercano di formare rose con giocatori over di qualità e di esperienza, gran parte delle società puntano invece sui giovani perché il premio minutaggio previsto per i baby è prezioso e tutt’altro che trascurabile per molte realtà. Ebbene per tutte queste società, è ovvio che il numero di calciatori over utilizzati è destinato a precipitare. Per accedere al minutaggio, servirà infatti far giocare per 271 minuti a partita gli under, in pratica tre giovani dovranno giocare tutto l’incontro, più almeno un altro minuto da parte di un altro baby. E ovviamente se si sostituisce un under, per rientrare nel minutaggio, bisognerà farlo con un altro giovane. Come fa una società a garantirsi di rispettare per tutto il campionato questa norma? Può farlo solamente infarcendo di under una rosa che dovrà comunque fermarsi a 22 giocatori. Il che tradotto significa riservare ai giovani almeno una decina di caselle della squadra. Con due conseguenze: gli over che troveranno sistemazione saranno molti di meno, inoltre con grande probabilità queste squadre perderanno notevolmente in qualità ed esperienza e potrebbe crearsi un solco maggiore tra cosiddette grandi e piccole. Certo, si potrebbero aumentare le rose con tanti giovani del proprio vivaio, peccato che in pochi vantano settori giovanili in grado di produrre tanti calciatori pronti a scendere in campo in serie C. È inevitabile che i malumori delle società, oltre a quelli già espressi in assemblea (dove però alla fine le norme sono passate), siano destinati a salire ulteriormente. Ma soprattutto a essere sul piede di guerra è l’Aic, che aveva ottenuto in passato la cancellazione delle liste e invece ora corre il rischio di ritrovarsi con tanti giocatori disoccupati. E che potrebbe, di fronte a simili scenari, ricorrere all’arma dello sciopero. —
A.R.
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