Il Brasile batte la Serbia ma perde l’asso Marcelo passa anche la Svizzera

La grande paura svanisce dopo 36’, quando Paulinho si infila tra i centrali di una difesa di burro, quella serba, e la Seleçao mette il naso avanti, proprio come era successo dall’altra parte, con il gol rossocrociato di Dzemaili. Da quel momento è solo una sfida a distanza tra Brasile e Svizzera per la classifica del Girone E, contraddistinta dall’inatteso risveglio della Costa Rica (pari nella ripresa, prima con Waston e poi grazie a un’autorete), mentre la Serbia dorme. Eppure in campo c’erano l’emergente Milinkovic-Savic (che la Lazio vuole vendere a 140 milioni), i veterani Matic, Tadic e Kolarov, il “nostro” Ljajic e il bomber Mitrovic che dopo un’ora di gioco ha fallito un’occasione colossale. Dall’altra parte poco Neymar e un discreto Coutinho – suo l’assist per il gol rompighiaccio –, ma le preoccupazioni non mancano e riguardano le condizioni di Marcelo (uscito per infortunio alla schiena), oltre alle clamorose anmesie della difesa di Tite. Per fortuna là dietro il “professore” ha un vecchio fuoriclasse, Thiago Silva: sua la zuccata del 2-0 e fine delle trasmissioni. Primato al Brasile che sfiderà il Messico negli ottavi, alla Svizzera dopo il pari con Costa Rica tocca la Svezia. Alla Serbia un biglietto per il viaggio di ritorno. —
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