Il circuito finale di Trieste per eleggere il successore di Viviani, vincitore nel 2018

La partenza prevista a Cormons alle 12.05. Il gpm in programma a Prosecco e quindi l’arrivo fissato dopo 103.5 km di corsa previsto poco dopo le 14.30



Cinque giorni a fare avanti e indietro tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. E oggi il gran finale dell’Adriatica Ionica Race si celebra, proprio come lo scorso anno nella prima edizione, a Trieste. Intanto, però, il patron della corsa Moreno Argentin può già sorridere: la “sua” creatura, in attesa di diventare internazionale e arrivare, come sogna l’ex campione del mondo, fino in Grecia, sta crescendo bene. Se lo scorso anno era stato Elia Viviani il gran dominatore della corsa, quest’anno sono i giovani a recitare un ruolo di livello assoluto. E che giovani: sì, perché il colombiano Hodeg protagonista a Mestre e soprattutto a Grado, l’ucraino Padun vincitore a Misurina e il belga Evenepoel impostosi ieri sono ragazzi dei quali si parla usando solo aggettivi positivi nel gran mondo del ciclismo.

l’arrivo a Trieste

Dunque, oggi la tappa conclusiva della Adriatica Ionica Race, questa Cormons - Trieste di 103,5 km. Il percorso prevede la partenza alle 12.05 da Cormons con passerella lungo le vie Matteotti, Pozzetto e Gorizia. Quindi, la tappa toccherà Medea (passaggio previsto tra le 12.14 - 12.15) per raggiungere San Giovanni al Natisone, Oleis, Ipplis, Corno di Rosazzo, Dolegnano arrivare a Corona (13.10 - 13.17), Gradisca d’Isonzo (13.15 - 13.23), Sagrado (13.19 - 13.27), Jamiano (13.40 - 13.50), San Giovanni di Duino (13.46 - 13.57), Aurisina (13.58 - 14.10), Santa Croce (14.01 - 14.13), Prosecco con il gran premio della montagna (14.08 - 14.21), Barcola (14.15 - 14.28) e infine il chilometro finale con le Rive, via Ottaviano Augusto, via Giulio Cesare, Passeggio Sant’Andrea, viale Campi Elisi, via San Marco, galleria San Vito, Galleria Sandrinelli, via Gallina, via Carducci, via Valdirivo e infine l’arrivo sulle rive davanti a piazza Unità.

SPRINT GRANDI FIRME

Si è detto, lo scorso anno sulle Rive nella tappa conclusiva dell’Adriatica Ionica Race c’era stata la volata vincente di Elia Viviani capace di bruciare Marc Cavendish, quel Cavendish che qua, un vita fa, ovvero nel 2009, era invece stato battuto in volata da Alessandro Petacchi.

Perché Trieste ha un’antica storia di rapporti con il grande ciclismo. Da queste parti il Giro d’Italia c’è arrivato 22 volte, non una una: dalle edizioni epiche nell’immediato primo dopoguerra quando le tappe erano lunghe centinaia e centinaia di chilometri (1919, Trento-Trieste: 334 km; 1920, Bologna-Trieste: 349 km; 1923 ancora Bologna-Trieste ma questa volta: 362 km) fino alla memorabile edizione di cinque anni fa, quando Trieste ospitò l’atto conclusivo della corsa rosa, in quella edizione vinta da Nairo Quintana. Oggi qua con l’Adriatica Ionica Race sprinterà Dayer Quintana, il fratellino del campione colombiano: chissà se riuscità farsi ricordare anche lui qua a Trieste... —



Riproduzione riservata © Il Piccolo