Il coach: ricompensati i tanti sacrifici

TRIESTE. La fotografia che immortala la stagione di Eugenio Dalmasson scatta alla fine del secondo quarto quando il tecnico esce, con tutta la squadra, sotto la pioggia di applausi e la standing ovation del PalaRubini. La soddisfazione del tecnico è evidente quanto il pizzico di commozione per il tributo riservato al carattere e al cuore messo in mostra dalla squadra: «Con Verona avevamo speso molto, in settimana avevamo perso un giocatore prezioso come Mastrangelo. Avevo paura di non riuscire a trascinare la squadra nel modo giusto, a indicarle la via per battere un’avversaria scesa dal pullman con il primo posto in tasca. In quel frangente ero solo felice perchè avevo visto che a distanza di poche ore stavamo lottando con la stessa energia e intensità espressa contro Verona. Siamo stati in partita andando oltre i nostri limiti, la fatica, giocando con orgoglio e grande qualità. La soddisfazione quindi è tanta ed è la giusta ricompensa per i tanti mesi di lavoro ed i sacrifici fatti».
Il valore del lavoro di Dalmasson è fuori discussione: «Abbiamo davvero fatto un miracolo e c'è voluto il tempo per far maturare molti dei nostri giovani. Averne perso tanti per infortunio è stato davvero la tegola peggiore perchè ci ha costretto a modificare il nostro lavoro. Aldilà dell'impegno vorrei sottolineare anche la qualità espressa soprattutto in queste ultime due gare, visto anche il valore delle avversarie».
L'immagine chiave del match con Casale viene espressa così: «Quella tripla di tabella di Filloy è la fotografia della nostra stagione: abbiamo avuto fortuna, ma ce la siamo anche cercata. Ariel ha fatto una partita straordinaria». Infine il pubblico: «Dobbiamo dire alla gente le cose come stanno: il futuro è tutto da decifrare. Non serve fare voli pindarici, però si partirà da una base importante, quella vista con Verona e Casale. Indipendemente dal mio futuro mi auguro che Trieste rimanga in questa categoria». È il messaggio di saluto?
Giuliano Riccio
Riproduzione riservata © Il Piccolo








