Il coach: «Ringrazio i nostri tifosi»

TRIESTE. Con l’organico ridotto all’osso coach Dalmasson contro Verona ha dovuto fare un dosaggio certosino dell’impiego delle sue colonne portanti. Dice il coach: «Stavolta siamo stati di una coerenza straordinaria. Abbiamo approcciato ogni gara con la stessa intensità e voglia, una caratteristica della nostra stagione che ha fatto la differenza in casa. Lontano dalle mura amiche abbiamo ottenuto poco per mancanza di esperienza, ma al PalaRubini ce la siamo giocata alla pari con tutte. Esser stati capaci di fare noi la partita anche in questa fase, per una squadra giovane è davvero espressione di una forte personalità e di una buona organizzazione».
Il finale ha conquistato il pubblico ma anche lo stesso coach: «Non abbiamo mai mollato, nonostante tutto e nonostante siamo alla fine della stagione. Questi ragazzi hanno dato tantissimo a Trieste con grande generosità e spero che questo sia un segnale che scuota certe situazioni fuori dal campo». La lettura di Dalmasson non fa una grinza, nei numeri come nel coraggio: «Ho osato tutto quello che potevo, anche un Ondo Mengue in condizioni non perfette. Siamo stati bravi anche in quella situazione a leggere il momento e a sfruttarlo per quello che poteva dare. Quando hai una squadra giovane la fiducia e il morale ti portano a fare della cose che in altre occasioni non avresti fatto». Infine il pubblico: «Un grande ringraziamento ai nostri tifosi: non sono accorsi in massa, ma chi è venuto si è fatto sentire ed è il più bel segnale che si potesse dare a un gruppo chiamato ad operare in una condizione cosi difficile».
Nessun dubbio anche per l'allenatore gialloblù Ramagli: «Trieste ha giocato bene dall'inizio e noi non sembravamo mai quelli capaci di girare le sorti dell'incontro. Nulla da dire, loro sono stati bravi, aggressivi e intensi ed hanno meritato la vittoria. Pur avendo più rotazioni a disposizione non siamo riusciti a trovare un quintetto capace di avere produttività. Ho ruotato tanto per cercare la quadratura e rientrare in partita, ma il risultato dice chiaramente come sono andate le cose». Mvp del match Luca Gandini: «È stata una vittoria meritatissima, visto che finalmente abbiamo giocato una partita da protagonisti in tutte e quattro le frazioni. Siamo stati concentrati e attenti e il successo è fuori discussione. Abbiamo lavorato con una giusta concentrazione, evitando quei cali di tensione dovuti forse alla mancanza di esperienza o all'assenza degli americani. Con Verona però gli americani li abbiamo fatti a turno un po' tutti. Per me poi è stato quasi una sorta di derby, visto che giocavo contro la squadra della città in cui ho vissuto fin da bambino». L'ultima battuta è del triestino Sandro De Pol assistant coach a Verona: «Trieste è stata meravigliosa, ha avuto grinta, cuore, un carattere che noi non abbiamo avuto. La loro energia ci ha creato grandissimi problemi su tutto il perimetro, non siamo mai stati in partita non c'è null'altro da aggiungere se non un bravo personale a tutti i giocatori e al coach biancorosso».
Giuliano Riccio
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