Il Collio è come le Fiandre grazie a Evenepoel e Gilbert

Tra i vigneti di Cormons, in una serata di calici e stelle, splende quella di Remco Evenepoel. La sensazione avuta dalle centinaia di appassionati che ieri hanno affollato il traguardo della quarta tappa della Adriatica Ionica Race è che ci si è trovati di fronte a un momento da raccontare ai nipotini: quella volta che, sul monte Quarin, trionfò il campioncino belga. Si, perché il futuro del diciannovenne della Deceuninck-Quick Step pare luminoso, ed Evenepoel sembra davvero destinato a scrivere i libri di storia di questo sport.
Ma il trionfo, dopo cinque ore di gara semplicemente magnifica, non è stato solo del ragazzo fiammingo che sul traguardo sopra Cormons ha festeggiato con un gesto simile a delle ali in volo («È una dedica a mio cugino, gliel'avevo promesso che lo avrei salutato così» spiegherà poi a fine gara): è stata infatti anche la vittoria di una scommessa, quella di patron Moreno Argentin e di tutto il territorio, perché i "muri del Collio", come saggiamente definiti dall'ex campione del mondo, hanno fatto un figurone di fronte al mondo. I saliscendi tra San Floriano e Cormons hanno dimostrato chiaramente come non abbiano nulla da invidiare alle salite sferzanti di classiche del Nord e la stessa classifica di tappa testimonia come la gara sia stata molto simile a una Freccia Vallone o a un Giro delle Fiandre: oltre ad Evenepoel primo, infatti, c'è da registrare anche il secondo posto del connazionale e compagno alla Deceuninck/Quick Step Philippe Gilbert a regolare il gruppo in volata. Non un nome qualsiasi, il suo: è lui, infatti, ad aver vinto l'edizione 2019 di un altro monumento come la Parigi-Roubaix.
Insomma, sotto il cielo di Cormons, nella giornata in cui al Tour trionfavano Bernal e Nibali, un altro duo di fuoriclasse ha impresso la propria firma. Ma la corsa ha avuto anche altri protagonisti, come il fuggitivo Fausto Masnada della Androni Giocattoli-Sidermec (a lui andrà il premio di corridore più combattivo di giornata) ripreso nel finale da Evenepoel, partito veemente ad una ventina di chilometri dal traguardo. «Ho cercato di andarmene da solo ma poi Evenepoel mi ha raggiunto e ha accelerato - ricostruisce tutto Masnada - ho provato a stargli dietro ma lui andava davvero forte». E mentre nella classifica generale resta primo l’ucraino Mark Padun (Bahrain-Merida), nel dopo-gara Evenepoel si gode il successo: «Ho sentito a un certo punto che dovevo andare, e così ho fatto: è un giorno splendido per me, ho cercato di mettere la mia tecnica sulla strada ed è andata bene. La prestazione offerta da Gilbert? È un grande, credo che abbiamo fatto un ottimo lavoro come squadra. I muri del Collio come quelli delle classiche belghe? Non saprei, ho pensato soprattutto a correre». —
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