Il Covid ferma Rosetti, ma non il “4 senza” Conquistato un “bronzo” contro tutti

Canottaggio, il tampone positivo a tre ore dall’inizio della gara cambia i piani degli azzurri  
Angelo Di Marino

il caso



INVIATO A TOKYO

Una giornata impossibile da dimenticare. In poche ore il canottaggio italiano attraversa una tempesta mitigata solo dal terzo posto del “4 senza”. Ma sia prima che dopo la medaglia di bronzo conquistata dal quartetto azzurro è successo davvero di tutto. Tre ore prima della partenza delle gare al Sea Forest Wateway di Tokyo, il medico della federazione, Nicola Pucci, ha bussato alla porta di Bruno Rosetti: «Mi dispiace molto, sei risultato positivo al Covid dopo un tampone salivare. Le autorità giapponesi ti trasferiscono in un Covid hotel». Mentre lo sconforto sale nella stanza 1201, quella di Rosetti, i dirigenti azzurri con il direttore tecnico Francesco Cattaneo svegliano Marco Di Costanzo per comunicargli che sarebbe ritornato, a distanza di mesi, sulla barca del “4 senza”, abbandonando quella del “2 senza” sulla quale sale Vincenzo Abbagnale, figlio del presidente federale.

La doppia manovra ha dell’incredibile. Cambiare il numero 3 della formazione all’ultimo momento dopo che per mesi ci si è allenati all’unisono è una impresa impossibile. Eppure i nostri non si scoraggiano. È la gara della vita per Matteo Castaldo, Marco Di Costanzo, Matteo Lodo e Giuseppe Vicino. Con il vento a farla da padrone, gli azzurri attaccano subito Australia e Romania. Il finale vede il nostro armo ancora a piene palate ed è in fase di sorpasso quando la barca della Gran Bretagna invade la corsia italiana. Lodo riesce a evitare il contatto con un paio di palate. Gli azzurri sbandano e non possono chiudere l'attacco decisivo alla Romania. Finisce con l’Italia terza a 84 centesimi dagli australiani che vincono l’oro davanti ai romeni. Furiosa la delegazione italiana all’arrivo. «Abbiamo vinto una medaglia contro il Covid – commenta Giuseppe Vicino con l’orgoglio del veterano –. E poi gli inglesi hanno fatto i kamikaze e ci hanno rubato la possibilità di ottenere l'argento. Se, negli ultimi metri di gara, quando noi eravamo più veloci di tutti, non avessero invaso la nostra corsia, avremmo preso almeno l’argento. Non è stato sportivo e non capisco perché l'abbiano fatto».

Ma la giornata non era ancora finita. Nella gara del “4 di coppia” una doppia imbardata (un remo rimasto sott’acqua che pianta la barca) costringe Gentili, Rambaldi, Panizza e Venier a dire addio ai sogni di medaglia. Podio solo sfiorato pure dal quattro di coppia femminile, comunque al miglior risultato della storia. Niente finale, invece, per il “2 senza”. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo