«Il fallimento? Tre motivi per dire no»
Le vicende del campo, i reclami avversari respinti, la classifica e le epurazioni di giocatori, non devono far dimenticare che una partita ancora più importante per il futuro dell’Unione Triestina 2012 si sta in realtà giocando in tribunale. Sotto questo aspetto, continuano a rincorrersi voci su cordate, prospettive reali o presunte di vendita, concordati e rischi di crac. E proprio riguardo a quest’ultima ipotesi, il presidente Pontrelli torna a sottolineare le conseguenze di un possibile fallimento della società: «Ci sono ancora molti che si ostinano a preferire il fallimento come soluzione di tutto, allora a tutti loro vorrei ricordare tre cose. La prima è che se la società fallisce, decade anche la convenzione per l’utilizzo dello stadio Rocco: voglio vedere poi chi pensa di subentrare dopo il fallimento, con una nuova spesa da sborsare di 8500 euro al mese solo per lo stadio, più il saldo di tutti i debiti vecchi che restano sull’utilizzo dell’impianto. La seconda cosa è che la Triestina non ha beni, strumenti o entrate, come potrebbe in questa situazione un giudice concedere un esercizio provvisorio? A me pare davvero impossibile. E la terza è ribadire che il fallimento può interessare solamente alle cordate che in questo periodo hanno millantato una presunta volontà d’acquisto: per loro, infatti, il fallimento sarebbe l’unico modo per defilarsi e svincolarsi con una scusa dalle loro bugie». (a.r.)
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