Il Mariano vola in Prima categoria scommessa vinta da Luca Seculin



Il presidente Luca Seculin ha vinto la sua scommessa. Non tutti avrebbero infatti cambiato guida tecnica in corso, a metà girone di ritorno. E invece l'arrivo di mister Trentin è stato decisivo, e il Mariano ha tagliato il traguardo della promozione vincendo 1-0 (gol di Maurencig) a San Canzian, squadra con la quale è salita a braccetto in Prima categoria.

Una vera e propria impresa, quella compiuta nei play-off dai rossoblù, che dopo un calo vistoso nelle ultime giornate di campionato sono letteralmente sbocciati nell'appendice di stagione: netto il successo per 3-0 in semifinale a Piedimonte, meritato quello in finale contro la truppa dell'ex tecnico marianese Veneziano.

E così è arrivato un trionfo che fino a poche settimane fa pareva impossibile: e nei ringraziamenti patron Seculin, passato la scorsa estate dal ruolo di giocatore nella Cormonese a quello appunto di presidente nella sua Mariano, è un fiume in piena: «Il primo grazie va a tutti i dirigenti che hanno avuto fiducia nel nuovo progetto. Persone presenti, che hanno dimostrato determinazione e costanza dal primo giorno fino all’ultima partita. Nominare tutti è difficile perché sono davvero tanti. Grazie anche a tutti i giocatori che per vari motivi la scorsa estate hanno accettato sfide diverse. Grazie a tutti loro - continua Seculin - ho avuto la possibilità di conoscere delle persone vere, “uomini” prima che giocatori. E io sono fatto così: prima guardo l’uomo, di conseguenza viene il giocatore. Un mio vecchio allenatore diceva: “Il calcio è specchio di vita”. Questo è, il calcio mi ha insegnato tanto, mi ha dato tanto». Ma, come sottolinea ancora, la gioia che ha provato domenica a San Canzian «ha superato qualsiasi emozione provata in passato. Riportare il Mariano in Prima categoria, assieme ai vecchi amici di battaglia Nicola Bortolus, Francesco Medeot, Francesco Donda, Federico Luisa, Roberto Peroni, Luca Sartori, Stefano Tomba è stato qualcosa di unico. Ma il grazie più grande lo devo ai ragazzi». Tra cui due in particolare: «Sono gli "zii” Thomas Sclauzero e Luigi Marras, due colonne che sono state l’esempio per i più giovani. Il calcio ha bisogno di persone così. Gigi a fine partita viene da me e dice: "Pres, voglio continuare perché il prossimo anno voglio giocare contro l’Itala, dove ho iniziato". Queste sono le cose - conclude Seculin - che veramente mi emozionano e queste sono le persone di cui il calcio dilettantistico ha bisogno».—





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