Il ritorno di Acampora: «Che brividi contro l’Ufm I tifosi sono stati grandi»

MONFALCONE. Veni, vidi, vici. Un po' come Giulio Cesare, Totò Acampora è ritornato sul palcoscenico di mille antiche battaglie, ha visto da vicino "sua" Ufm sprofondare ancor più in classifica e nel...
gian paolo perona- perona- belluno sacilese 4-2
gian paolo perona- perona- belluno sacilese 4-2

MONFALCONE. Veni, vidi, vici. Un po' come Giulio Cesare, Totò Acampora è ritornato sul palcoscenico di mille antiche battaglie, ha visto da vicino "sua" Ufm sprofondare ancor più in classifica e nel frattempo ha vinto con il "suo" Belluno il terzo combattimento di fila. L'esultanza, il godimento per aver contribuito a far volare la propria squadra è stato comunque mitigato dall'amore per il suo passato, per quella casacca che ha onorato per nove anni portandola con onore in giro per il Triveneto. E non è stato semplice mettere da parte l'emozione iniziale nel calcare il fondo del "Comunale" come ai vecchi tempi: «è stato un effetto strano, nei due giorni precedenti ci ho pensato parecchio. Davanti a molti amici ed agli ex compagni con i quali conservo ottimi rapporti non è stato facile, almeno nelle prime battute perchè le gambe non giravano come dovevano. Alla fine, acclamato dai tifosi con il coretto che mi ha accompagnato tantissime volte».

Niente vendetta diretta, il gol dell'ex, e qualche difficoltà nel prendersi il sacco grande, come l'hai vista?

«Sapevamo che non sarebbe stata una passeggiata, la classifica imponeva all'Ufm di darci dentro, è stata dura trovare spazi utili e infatti le opportunità non sono state numerose».

Biancazzurri con un piede nel baratro?

"Macchè, avevamo appena affrontato la Sacilese che tra mille problemi societari non se la spassa bene, come i pordenonesi anche l'Ufm ci ha fatto sudare e questo è un segnale che la squadra c'è. Non è facile quando non vinci, l'ho provato anche sulla mia pelle a Monfalcone, l'unico rimedio è non mollare mai per non perdere il treno, almeno fino a dicembre quando si potrà ricorrere ai correttivi dovuti. Niente calcoli, continuare a lavorare sodo».

A livello personale, come è andata questa partita?

«Con Marta prima e Farinazzo poi mi alternavo là davanti, seppure non al top fisicamente penso di essermi meritato una buona sufficienza».

Matteo Marega

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