Il Ronchi cerca una identità «Dobbiamo solo conoscerci»

RONCHI
Il nuovissimo Ronchi di mister Gregoratti attende i primi impegni ufficiali di settembre (leggi le sfide di Coppa Italia) per guardarsi allo specchio e capire davvero chi è. La fase di preparazione e di avvicinamento alla stagione scattata ormai da diverse settimane, a inizio agosto, non ha ancora potuto dare risposte definitive al tecnico arrivato in estate per avviare il nuovo corso amaranto. Il lavoro sta proseguendo piuttosto bene e l’entusiasmo, dalle parti di Ronchi, non manca, ma dalla società all’allenatore tutti sono consapevoli che se c’è una dote che non deve e non dovrà mancare di qui ai prossimi mesi a tutto l’ambiente dei bisiachi, quella è la pazienza.
«Posso dirmi soddisfatto di quel che ho visto fino ad oggi, perché i ragazzi che ho a disposizione si impegnano al massimo, e la voglia di fare bene non manca – dice mister Gregoratti –. Però solo da pochi giorni abbiamo il gruppo quasi al completo, perché per tutta la prima parte della preparazione ci mancavano pedine importantissime, che si sono aggregate solo a inizio settembre: da Autiero a Bucca, da Veneziano a Zampa, per arrivare al nuovo arrivato Dika, centrocampista classe 2000 arrivato dall’Ufm».
Questo vuol dire che il Ronchi ha lavorato per ora con un nutrito gruppo di giovani e giovanissimi affiancati dall’esperienza e dalla grinta di senatori come Dominutti, Stradi e Markic. Ma la squadra, nel suo complesso, non può ancora aver trovato la sua vera identità. «Questa è un’annata differente da tutte le altre, e piuttosto complicata – dice Gregoratti –. Il Covid ha reso tutto più difficile, certo, ma noi sopratutto abbiamo visto partire 15 giocatori, e non è facile sostituirli tutti in una volta. Abbiamo fatto qualche sgambata, ci siamo allenati bene con la formazione Juniores, ma di fatto la Coppa Italia sarà per noi un test per conoscerci e capire esattamente chi siamo e a che a punto siamo. E pure ciò che ci manca per arrivare dove vogliamo».
Il Ronchi ha la consapevolezza di dover colmare una differenza – di esperienza soprattutto, forse anche di qualità – con molte delle attrezzatissime avversarie d’Eccellenza. Ma da queste parti alle sorprese e alle imprese sono abituati: il Ronchi vuol provarci ancora. —
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