Il tennis mondiale ai piedi del nuovo fenomeno Sinner
il personaggio
«Ma sei umano? Non è possibile, hai 15 anni e giochi così…». La frase stupita di Alexander Bublik dopo la stranianate sconfitta contro Jannik Sinner ha fatto il giro del mondo, ed è spassosa perché dice il vero pur essendo completamente falsa. Primo, perché Jannik Sinner, che stasera si gioca un posto in finale nel Masters 1000 di Miami contro il 32enne Roberto Bautista Agut, di anni non ne ha 15, ma 19 (e 7 mesi). E poi perché è umano, molto umano. Anzi, come sostiene il suo coach Riccardo Piatti, «Jannik è normalissimo: gli piace il tennis e pensa solo a quello. Sono gli altri a essere complicati».
Sotto sotto dice il vero, Bublik, perché Sinner davvero ha numeri da sturbo. Se le Atp Finals di Torino si giocassero oggi, Jan sarebbe dentro visto che nella Race, la classifica che conta solo i risultati dell’anno solare, è già virtualmente numero 8. E se il ranking mondiale Atp non fosse surgelato - nel senso che valgono ancora i punti guadagnati pre-pandemia - oggi Sinner sarebbe numero 11 del mondo. La prima semifinale in un Masters 1000 l’ha raggiunta appena un filo dopo Rafa Nadal, ma prima di Federer e Djokovic - che curiosamente ci riuscirono sempre a Miami.
Attorno al ragazzo meraviglia, insomma, si addensano paradossi gioiosi e promesse di lunga felicità. «Sinner è un fenomeno, unisce colpi strepitosi ed equilibrio mentale davvero invidiabile», dice l’ex ct azzurro Barazzutti. «Può vincere a Miami e con un pizzico di fortuna anche uno Slam già nel 2021. È pronto». Jannik, conoscendolo, nelle ultime 48 ore, mangiando dessert, allenandosi e guardando tennis in tv si è preoccupato soprattutto di essere pronto per il match contro Bautista.
Un numero 12 del mondo tosto e costante, il classico avversario-livella che fa la tara ai campioni e spesso li batte. Sinner lo ha appena battuto in tre set sudati a Dubai, «e mi aspetto un altro match durissimo», dice Bautista. «Perché è chiaro a tutti che Jannik diventerà uno dei migliori del mondo». —
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