Il top-team di Galliani e Berlusconi stenta ancora in fase offensiva

TRIESTE

Costruito pezzo per pezzo con l’ambizione del salto decisivo tra le grandi, il Monza dispone d’una rosa che presenta in tutti i ruoli elementi di spessore con giocatori d’indubbio talento.

Uomo rappresentativo ne è Andrea D’Errico, alla 6.a stagione in biancorosso dopo aver vissuto coi lombardi la risalita dalle serie minori.

Nell’anticipo disputato sabato al Brianteo contro la Spal i brianzoli hanno aperto il campionato di B spartendo alla fine la posta davanti ai 1.000 spettatori consentiti e terminando a reti inviolate con un rigore fallito, pareggiando con gli ospiti pure il conto dei legni colpiti.

Il Monza appare oggi la neopromossa di lusso: il suo ritorno nella 2.a serie dopo 20 anni parte infatti accompagnato da grandissime ambizioni, visti i progetti della proprietà.

La squadra diretta dall’ex-centrocampista milanista Brocchi, in attesa dell’inserimento dell’acquisto stellare Kevin Prince Boateng, necessita di maggior concretezza in attacco, reparto poco produttivo nonostante la preparazione iniziata il 1° luglio; in compenso la difesa dei “bagai”, contro i ferraresi, è parsa già rodata.

Se in C il tecnico milanese ha avuto spesso ragione grazie ai cambi garantiti da una panchina di qualità, tra i cadetti dovrà verificarlo: con gli emiliano-romagnoli non ha per esempio funzionato. Formazione abile nel giro palla e nell’attaccare in ampiezza, il Monza finora incardinato su un 4-3-1-2 gioca alto.

Davanti all’estremo Lamanna, nella linea a 4 figurano Sampirisi (in grado di fungere da ala e di spingere la manovra: contro gli estensi s’è procurato l’estrema punizione), in mezzo il duo Paletta-Bellusci, la cui reciproca intesa con la propensione ad avanzare è un punto di forza e Donati, in grado d’offrire molte palle vellutate per le punte e d’attaccare la linea avversaria; a formare il trittico di centrocampo sono Armellino (per la prima volta con la fascia di capitano nel debutto del torneo, ha beccato una traversa), Barberis (in attesa che prenda in mano la squadra) e Colpani, mentre l’equatoguineano Machin giostra alle spalle delle punte: contro la Spal, l’ottimo nazionale danese Gytkjaer (che ha fallito il penalty) e Maric, bosniaco naturalizzato croato con 45 reti segnate tra il 2017 e il 2020 vestendo la maglia dell’Osijek, in grado di sfondare ma pure di disegnare invitanti aperture di gioco per i colleghi. —



Riproduzione riservata © Il Piccolo