In seno all’Uefa c’è chi vorrebbe subito delle sanzioni per le ribelli
Ora che la Super Lega è evaporata non la si può più usare come minaccia. E in Uefa cambiano gli equilibri.
Uno dei vicepresidenti, Karl-Erik Nilsson, della federazione svedese, fa sapere che ci possono essere sanzioni per i club che hanno provato a smontare il sistema. Sarebbe eccessivo, affrontano già i problemi di immagine, non pochi, e sarebbe un guaio per tutti reggere le conseguenze di eventuali multe o penalizzazioni. Il calcio deve ancora trovare risposte, tentare di essere più sostenibile, sanare le voragini lasciate dal Covid, raddrizzare i bilanci quindi è inutile far partire una faida. Proprio la reiterata paura di una Super Lega ha spinto l’Europa a riformare le sue coppe e al progetto presentato mancano ancora dei pezzi. La struttura della Champions è chiara, allargata a 36 squadre, la data di partenza è il 2024: mancano però il budget e la modalità di ripartizione. Quindi la trattativa non è finita.
Ora le squadre che hanno accettato modifiche per quietare le necessità delle più grandi tentano di rinegoziare: a molti non piacciono i due posti riservati al merito storico che fanno da paracadute ai club più blasonati negli anni storti. Erano una concessione, ora suonano come un regalo a chi ha cercato un’altra strada. Torna tutto in discussione, ma altri punti della Super Lega invece potrebbero rientrare nello schema. Un sistema di fondi è allo studio per alzare il montepremi e le cifre che circolano non sono tanto diverse da quelle che stavano dietro il campionato alternativo.
La Super Lega è naufragata ed è un fallimento che lascerà traccia: se ne parlava, in modo sempre più concreto, da una decina di anni, ma almeno da quattro era un fattore in grado di incidere sui rapporti di forza. Il fantasma non esiste più, il presidente Ceferin si sente più stabile e i problemi sul fronte interno lo hanno anche spinto a un’alleanza con Gianni Infantino, il capo della Fifa.
Bisogna capire se i secessionisti rientreranno nell’Eca, l’associazione per club abbandonata in gran fretta. Domani c’è l’esecutivo Uefa, il giorno zero in cui capire che strada vuole prendere adesso il calcio. — G. ZON.
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