Ism, molto da lavorare per l’obiettivo salvezza

GRADISCA D’ISONZO. Lavori ancora in corso in casa Ism Gradisca, che continua a stazionare in fondo alla classifica dopo lo 0-0 interno di sabato contro la Virtus Corno. Ai ragazzi di Marco Rossi non...

GRADISCA D’ISONZO. Lavori ancora in corso in casa Ism Gradisca, che continua a stazionare in fondo alla classifica dopo lo 0-0 interno di sabato contro la Virtus Corno. Ai ragazzi di Marco Rossi non è dunque riuscita quell'operazione-aggancio tanto auspicata alla vigilia. E così sono due gli scontri-salvezza casalinghi (contando anche quello con i compagni di viaggio là in fondo, ovvero gli orange della Manzanese) che i biancoblù non sono riusciti a portare a casa in questo primo scorcio di stagione. Ma a preoccupare i gradiscani, prima ancora che una classifica che rimane tutto sommato ancora abbastanza corta, è più che altro il livello delle prestazioni di questa Itala San Marco. Se da un lato è innegabile che Arcaba e soci non hanno perso in 3 delle ultime 4 gare, dall'altro canto c'è la sensazione che il livello delle performance debba crescere, e non poco, per poter lottare sino alla fine per l'agognata salvezza.

La gara di sabato è stata, per colpa di entrambe le contendenti, una delle esibizioni più povere di contenuti tecnici che si ricordino dalle parti del “Colaussi”. E dire che l'Itala avrebbe potuto sbloccarla subito, dopo sì e no un giro di lancette. Poi tante zuffe a metà campo e tanti errori di misura, da ambo le parti. Nella ripresa l'andazzo non è mutato sino al 20', quando i gradiscani per l'ennesima volta quest'anno si sono ritrovati in inferiorità numerica e non sono riusciti a centrare l'impresa in 10 contro 11, dato che la traversa ha detto di no a bomber Ietri.

I lati positivi della faccenda: quest'Itala ha un cuore da gettare oltre l'ostacolo e ha gambe da far girare sul prato verde (sinora ha quasi sempre corso sino oltre al 90', a differenza delle proprie avversarie). I contro: i ragazzi di Rossi faticano ancora a tirare fuori quelle qualità indispensabili per una squadra che deve adeguarsi alla lotta nella boscaglia: fame, cattiveria agonistica, malizia. Le doti tecniche e di corsa non mancano, vedi la mediana Markic-Sirach: ma i due forse avrebbero bisogno di qualcuno (e la soluzione potrebbe essere interna) che lotti e corra al loro servizio, aiutandoli nel fare filtro davanti alla difesa e lasciando i due a costruire ed inserirsi. Là davanti Ietri ha tutte le doti per affermarsi in una categoria che sinora non aveva mai affrontato, ma avrebbe bisogno di un partner bravo a tener su palla e aprirgli spazi.

Luigi Murciano

Riproduzione riservata © Il Piccolo