Italia, il festival delle riserve contro gli Usa
«Se non fai gol non vinci, ma nelle ultime tre partite abbiamo creato almeno una ventina di occasioni. E allora credo che sia solo una questione di sfortuna: l’importante è che giri la ruota, ma i gol là davanti li sanno fare e li faranno».
Questa sera l’Italia gioca l’amichevole contro gli Stati Uniti e il ct Roberto Mancini risolve così quello che ormai sta diventando un vero tormentone in casa azzurra. Le ultime tre partite, dunque: un golletto all’Ucraina in amichevole, un golletto alla Polonia e zero gol sabato sera con il Portogallo in Nations League. Stop. Sarà la nazionale a stelle e strisce, questa sera a Genk, in Belgio, a offrire la medicina giusta? Anche gli americani stanno vivendo una fase di svolta, con un largo turn over che ha portato in rosa tanti ragazzini (l’età media non raggiunge i 24 anni), qualcuno dal cognome importante: dicono niente Klinsmann e Weah? In campo dall’inizio dovrebbe peraltro esserci il solo Weah jr, mentre Jonathan, figlio di Jurgen (a sua volta ex ct degli Usa) partirebbe dalla panchina. E comunque il giovane più atteso ha sangue croato nelle vene, si chiama Christian Mate Pulisic, gioca centrocampista nel Borussia Dortmund, ha appena 20 anni e un gran talento.
«La nazionale degli Usa è un’avversaria giovane con giocatori di qualità che sono quasi tutti in Europa – annota Mancini presentando la partita di questa sera –. È una squadra che gioca, non sarà una passeggiata. Per questo spero di vedere un’Italia che cerchi di avere sempre la palla, propositiva, focalizzata sull'attacco. Voglio un’Italia che giochi sempre. Vedremo alcuni ragazzi che hanno giocato meno e vorranno mettersi in mostra. Ci sarà un momento in cui farò le scelte e chi è qui e vuole rimanerci, deve darsi da fare: mi aspetto risposte da chi ancora deve darmene». Aggiunge ancora il ct: «Chi gioca? Se gli azzurri di sabato sera hanno recuperato e stanno bene...». Peccato che in sei tra quanti sono scesi in campo a San Siro siano già tornati a casa (Insigne, Immobile, Florenzi, Pellegrini, Jorginho e Chiellini) e che per il ruolo di portiere sia già ufficiale Sirigu titolare al posto di Donnarumma («In futuro vorrei vedere Meret», ha detto il ct). E quindi degli azzurri di sabato ne restano davvero pochi: Bonucci, Barella, Verratti, Lasagna che contro il Portogallo ha giocato poco più di un quarto d’ora. Perché poi sarà la nazionale dei giovani e delle novità. A iniziare dal ventitreenne centrocampista del Sassuolo Stefano Sensi («nasce play davanti alla difesa, poi si è spostato a fare l'interno ma può giocare in entrambe le posizioni», lo descrive il ct) per proseguire con il “tedesco” Vincenzo Grifo (l’attaccante di Hoffenheim, e dell’Hoffenheim, papà siciliano e mamma pugliese) che dovrebbe inizialmente sedere in panchina dopo aver trascorso la vigilia a giocarsi il posto da titolare con Chiesa per arrivare a Sandro Tonali, centrocampista arrivato in azzurro dalla Serie B con il Brescia, che a sua volta partirà dalla panchina ma poi anche lui in campo entrerà: «Sono curioso anch’io vederlo» dice infatti il ct parlando del gioiellino delle “rondinelle”.
Sembrano quasi esperimenti da laboratorio, quelli condotti in questo periodo dal commissario tecnico, ma esperimenti necessari. «Bisogna trovare il bandolo della matassa per mettere in piedi in fretta una squadra competitiva. E andando avanti così, nei prossimi mesi potremo giocarcela alla pari con tutti in Europa» dice Mancini chiudendo la conferenza stampa di Genk. Perché ci sono le qualificazioni all’Europeo, dietro l’angolo: il 2 dicembre sapremo contro chi ci giocheremo l’accesso alla fase finale. Intanto, stasera, proviamo a divertirci contro gli Stati Uniti.— BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
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