Jadran batte “con comodo” Arzignano

TRIESTE. Un tempo per prendere le misure, l'altro per chiudere il conto. Lo Jadran se la prende quasi comoda ma alla fine capitalizza anche la sfida con Arzignano e consolida la posizione in classifica, la poltrona al vertice sia pur in coabitazione. Manca Daniele Batich, stagione finita per lui causa il ginocchi ballerino, assenza di rilievo che obbliga quindi i plavi ad incrementare l'intensità difensiva, dando ancor più corpo ai dettami del tecnico Mura.
L'Arzignano non approda a Trieste in gita e memore del recente colpo inferto al Tarcento prova a creare i presupposti di un secondo "colpo", progetto abbozzato in avvio con un piccolo ma significativo break di + 11 (18 - 29) disegnato soprattutto da qualche acuto di Bolcato ( 18, 3/5 da 2, 6/7 ai liberi, 2/7 da 3). Piuttosto sottotono lo Jadran dei primi due quarti, con una difesa appannata e i consueti problemi a rimbalzo messi a nudo specie in fase offensiva.
Pur senza brillare, la formazione carsolina cuce il margine e confeziona con De Petris, Cettolo e l'eccellente Malalan (13, 5/9 da 2, 6 rimbalzi) la trama per l'aggancio e il conseguente sorpasso. Altro Jadran nella ripresa. L'Arzignano è vigile ma i plavi si ridestano dal letargo e nonostante qualche forzatura di troppo al tiro iniziano a produrre il gioco e l'effetto difensivo auspicato contro la zona ospite. A poco meno di 2 primi dalla sirena il tabellone recita 63 - 62, parziale rinvigorito subito da una tripla del giovane Ridolfi, l'unica sua di ieri ma letale. Al resto ci pensa De Petris dalla lunetta, il gran lavoro di Rajcic e quello di gestione di Matja Batich. Quanto basta per tenere a distanza l'Arzignano e condurre in porto l'ennesima vittoria di questo inizio di stagione niente male sulla ribalta della C Gold: «Alla fine la prova può dirsi positiva ma in effetti siamo stati troppo sonnolenti in avvio - ha ribadito il coach Andrea Mura - se non prendiamo ogni partita con la giusta concentrazione diventa dura, tanto più ora, senza un elemento importante come Daniel Batich. Molto meglio nella seconda parte al di là delle difficoltà ai rimbalzi e proprio contro una squadra attrezzata e tecnica come Arzignano. Abbiamo sudato le proverbiali sette camicie, ma le cose sono andate poi bene, confermando la necessità di proporre sempre un gioco corale in chiave difensiva». (f.c.)
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