La A di Da Ros: «Un’emozione ora sono pronto»

Lo avevamo lasciato sul parquet del palaFerraris a festeggiare la promozione cantando l'Amour Toujours assieme ai tifosi. Domenica scorsa, a cinque mesi dal successo in gara-tre sul campo di Casale Monferrato, Matteo Da Ros è tornato per assaporare il gusto della serie A. Nove minuti, un fallo commesso, due rimbalzi conquistati e tre palle perse. E la sensazione di chi non vedesse l'ora di esordire per buttarsi alle spalle i lunghi mesi di lavoro seguiti all'operazione al polso.
SENSAZIONI
«Tornare a giocare nella massima serie è stata una grandissima emozione - racconta Da Ros - resa ancora più forte dalla soddisfazione di averlo potuto fare con la squadra che ho contribuito a portare in serie A. È stata una domenica speciale per tanti aspetti, non ultimo il calore dei compagni che mi hanno sostenuto e il sorriso dei tifosi che prima del match mi hanno incoraggiato. È stata la prima in A con Trieste ma non la prima assoluta perchè già a 17 anni, con Pillastrini coach della Virtus Bologna, avevo esordito nella massima serie contro Treviso».
PAURA
«Entrare dopo tanti mesi di inattività non era facile - sottolinea Matteo - ma, devo dire, non ho mai avuto sensazioni negative. Mi sentivo pronto, mi ha stimolato molto anche la fiducia da parte dello staff tecnico. Già essere entrato in campo senza il timore di farmi male è stato molto positivo poi, se analizzo la prestazione, sono contento di come ho giocato».
RUOLO
Cosa potrà portare Da Ros nell'Alma che, in questo inizio di stagione, sta cominciando a trovare sul parquet le sue gerarchie? «Se consideriamo tutti gli infortuni e le vicissitudini che abbiamo avuto dall'inizio della preparazione a oggi - puntualizza l’ala - credo che identità e gerarchie debbano essere ancora trovate. In questo senso, anche il mio inserimento va letto in un ottica di crescita che la nostra squadra dovrà fare. Speriamo di poter lavorare tutti assieme e poter finalmente creare sul campo la chimica necessaria».
FORMA
«Fisicamente mi sento pronto - assicura Da Ros - da un punto di vista aerobico, grazie all'ottimo lavoro svolto in questi mesi, credo di essere anche più avanti rispetto ai miei compagni. Adesso mi manca la pallacanestro, la confidenza con la palla, la possibilità di giocare assieme alla squadra».
CANTÙ
Archiviato il convincente successo strappato sabato scorso contro Trento, ancora un impegno casalingo domenica con Cantù. Per Trieste un turno da sfruttare per dare continuità al buon momento di forma. «I brianzoli non attraversano un momento facile ma proprio per questo sono pericolosi perchè in queste situazioni puoi trovare gli stimoli per fare bene. Indipendentemente da ciò, se in questa stagione vogliamo costruire qualcosa di importante dovremo essere bravi a sfruttare la chanche». —
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