La Cormonese in caduta libera verso la zona retrocessione

COPRMONS. E ora bisogna iniziare seriamente a pensare alla salvezza. I sogni di parecchie notti di mezz'estate sono svaniti definitivamente a Basovizza: lo Zarja continua nel suo magic moment in vetta alla classifica e col minimo sforzo si porta a casa il massimo risultato, facendo sprofondare con un 1-0 di rigore la Cormonese nei bassifondi del campionato, in piena zona retrocessione. Al di là del penalty sì-penalty no (molti i dubbi, tante le proteste dei grigiorossi al momento dell'assegnazione), resta un fatto: questa Cormonese è terz'ultima e andando avanti così rischia seriamente di precipitare in Seconda categoria.
È clamorosamente l'attacco, il vero punto debole di una squadra che ha addirittura la quinta miglior difesa del torneo: ma davanti si segna col contagocce, e quello di mister Mauro è il secondo peggiore reparto offensivo della Prima categoria con soli 7 centri in 9 turni. E se consideriamo che 2 gol sono stati segnati al debutto, c'è il misero bottino di appena 5 reti nelle successive 8 giornate, poco più di 0,5 gol a match. Numeri inspiegabili, se si ha in organico gente come il capocannoniere della scorsa Prima categoria Pillon (in maglia Isontina per lui 21 gol l'anno passato), che tutto sommato il suo dovere sinora con 4 centri lo ha anche fatto, l'ex Udinese D'Odorico e gente di assoluto valore per la categoria come Albanese, Perissinotto e Fabris: certo, tutti o quasi frenati da infortuni o problemi vari sinora, ma l'incapacità di andare a rete dei grigiorossi è cronica, al di là di chi giochi in avanti. E l'arbitro, la sfortuna, il destino cinico e baro c'entrano sino ad un certo punto: i numeri condannano la Cormonese. Il campionato è ancora lungo, ma le cose devono cambiare in fretta se in due anni non si vuol fare il doppio passo del gambero.
Intanto, l'Isontina dell'ex Bertossi è lassù, quarta a quota 17, imbattuta da 6 turni e con la miglior difesa del campionato. Dare il benservito al tecnico ronchese alla viglia di una finale promozione, tre anni fa, probabilmente non è stata la miglior idea nella storia del calcio cormonese.
Matteo Femia
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