La Dinamo al centro dei sogni di rinascita del basket cittadino
Prove di rinascita del grande basket a Gorizia. Sulla scia delle emozioni vissute in occasione dell’Old Star Game, si sogna un rilancio della palla a spicchi in città. Al centro dell’attenzione il progetto che coinvolge la Dinamo Gorizia e una società storica del panorama italiano, la Reyer Venezia, che da alcuni anni ha lanciato il Progetto Reyer, nel quale la Dinamo è la 33.ma società coinvolta. L’accordo prevede che dalla Reyer possano arrivare a Gorizia giocatori in prestito per la prima squadra Dinamo (attualmente in C Silver) e che eventuali prospetti di valore sfornati dal vivaio goriziano possano affermarsi in laguna. La squadra goriziana, inoltre, potrà utilizzare il logo Reyer sulle proprie divise.
La Dinamo è una società in forte crescita a Gorizia e ha raccolto l’eredità dell’Ardita, uscita di scena per problemi finanziari un paio di stagioni fa. Attualmente il suo vivaio conta tre squadre maschili (under 13, 15 e 16) e una femminile (under 13) in prestito al Dom, un centro minibasket con quasi un centinaio di iscritti. Anche la famiglia Terraneo sembra guardare con favore al progetto Dinamo, essendo diventata co-sponsor con il marchio Dinamica, proprio quello della serie A negli anni ruggenti. La Dinamo, inoltre, ha da poco riaperto la palestra della Stella Matutina.
Il tentativo di rilancio, però, non poggia solo su basi sportive. Ci sono anche altri aspetti a cui si sta lavorando, con un “tridente” molto attivo, composto da Fabrizio Campanello, procuratore molto attivo nel basket, Stefano Ceretta, vicesindaco e assessore allo sport di Gorizia, e Marco Braida, delegato provinciale Coni. Un aspetto fondamentale riguarda l’impianto. Il PalaBigot attualmente è chiuso, ma è pronto un piano finanziario per la necessaria ristrutturazione: si parla dell’intervento di una società friulana, che a quanto ci risulta è la CiviEsco, la energy service company della Civibank. Una volta sistemato, il PalaBigot (che necessita di un intervento proprio per un’efficienza energetica sostenibile, visti gli elevati costi di gestione) potrebbe essere affidato in gestione a una società sportiva, e la Dinamo sarebbe in pole position. A conti fatti, facendo i passi giusti e coinvolgendo nuovi investitori, il progetto può portare in alto. Quanto in alto? Una serie B solida sarebbe un buon risultato, anche se è meglio non ipotizzare tempistiche.
E chissà che un PalaBigot efficiente al 100%, con i suoi oltre 5 mila posti, non possa ospitare un’eventuale serie A udinese, visto che la Gsa vuole la massima categoria ma il Carnera non ha i 5 mila posti dettati dalle norme Fip e per il nuovo palasport pensato per Udine serve tempo. Forse è solo fantabasket, ma giova ricordare che negli anni ’90 fu la (Nuova) Pallacanestro Gorizia a chiedere ospitalità a Udine. Il destino, a volte, compie traiettorie davvero imprevedibili. —
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